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Tuesday, Sep 07th

Ombre e logge sul CSM, Vietti parli chiaro

di Antonella Mascali

Sonia Alfano è stata tra coloro che hanno cercato di impedire l’Elezione di Michele Vietti a vicepresidente del Csm, avvenuta grazie a quello che definisce “inciucio lobbistico”. Lo ha fatto durante l’impropria consultazione partiti-Palazzo dei Marescialli. Si è appellata pubblicamente al segretario Bersani e ai capigruppo democratici, favorevoli al candidato centrista, e ha invitato i cittadini attraverso il suo blog a scrivere al Pd perchè non sponsorizzasse Vietti che “rappresenta – dice Alfano- la prosecuzione dell’operato ampiamente discutibile di Nicola Mancino e di altri illustri personaggi che hanno agito negli ultimi dieci anni al Csm” Il 31 luglio, alla vigilia dell’elezione del vicepresidente, si è rivolta direttamente a colui che era ancora per poco vice capogruppo dell’Udc alla Camera.

Per chiedere cosa?

Una premessa. Questo sarà un anno particolare per il Csm che dovrà affrontare la questione morale ed esaminare fascicoli su » Leggi tutto

Caso Attilio Manca, l'avvocato Fabio Repici: "Troppe omissioni nelle indagini, l'archiviazione grave colpo alla giustizia"

di Sabrina Mechella

VITERBO - Morte di Attilio Manca, aspettando la decisione del gip Salvatore Fanti, l’avvocato Fabio Repici, legale della famiglia del giovane urologo, spiega perché archiviare l’inchiesta,


come ha richiesto il pubblico ministero Renzo Petroselli, sarebbe un grave colpo alla giustizia. La mattina del 12 febbraio del 2004 Enrico Manca, medico 34enne siciliano in servizio all'ospedale viterbese Belcolle, viene trovato cadavere nella sua abitazione.

L'autopsia effettuata dal medico legale affermerà che si è trattato di overdose da eroina. Il dottore, pur non essendo tossicodipendente abituale, di tanto in tanto assumeva alcune dosi di stupefacenti, recuperate sul mercato romano. In un primo momento si pensa alla morte accidentale o al suicidio ma la famiglia di Manca rifiuta categoricamente questa tesi, convinta che si tratti di omicidio. Fin dall'indomani del ritrovamento del cadavere di Manca, originario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) i congiunti avevano espresso » Leggi tutto

MAFIA, DEPISTAGGI E VITTIME DIMENTICATE: IL CASO ALFANO

Chiesta l'archiviazione dell'inchiesta sui mandanti occulti dell'omicidio del giornalista Beppe Alfano, ucciso l'8 gennaio del 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). A darne notizia è la figlia Sonia, europarlamentare dell'Idv e presidente associazione nazionale familiari vittime della mafia. Che ci racconta l'incredibile storia di questo omicidio apparentemente "piccolo": fra latitanti, miliardi, logge massoniche e false piste

"Mio padre era un insegnante di scuola media con l'hobby del giornalismo; ma nonostante ciò era uno dei pochissimi che facesse le inchieste". Così Sonia Alfano ricorda Beppe Alfano, reporter senza tesserino, segugio nel tempo libero, ma di talento straordinario. "Aveva intercettato a Barcellona Pozzo di Gotto Nitto Santapaola allora latitante, capo indiscusso di Cosa Nostra della Sicilia orientale; fu mio padre a dire al magistrato Olindo Canali che quella persona che a Barcellona tutti chiamavano zio Filippo altri non era che Santapaola. Purtroppo mio padre aveva ragione, ma quel suo fiuto, quella sua scoperta gli è costata la vita". E qui Sonia Alfano lancia un sospetto terribile: "Mio padre si era purtroppo rivolto al magistrato » Leggi tutto
 

Si decide sul caso Manca

Si terrà il prossimo 16 luglio, al tribunale di Viterbo, l’udienza per la decisione sull’archiviazione della vicenda di Attilio Manca.

Il giovane urologo di Belcolle fu trovato cadavere nella sua casa in via Santa Maria della Grotticella, a Viterbo, il 12 febbraio 2004. A causarne la morte, come accertato dall’autopsia, l’effetto combinato di tre sostanze, presenti nel sangue e nelle urine di Attilio: alcolici, eroina e Diazepam (il principio attivo contenuto nel sedativo Tranquirit). Sul suo braccio i segni di due iniezioni.

Per la Procura di Viterbo non c’è dubbio che si sia trattato di suicidio. Il pm Renzo Petroselli ha chiesto per tre volte l’archiviazione del caso, incontrando sempre la dura opposizione della famiglia Manca, assistita dal legale Fabio Repici.

La madre e il fratello di Attilio sono convinti che dietro la morte del giovane medico ci sia la mano della mafia. Attilio, infatti, potrebbe aver assistito all’intervento alla prostata al quale fu sottoposto Bernardo Provenzano, nella » Leggi tutto

DOMICILIARI ILLEGITTIMI, TORNA IN CARCERE GERLANDO ALBERTI JR

di Antonella Mascali
dal "Fatto Quotidiano" del 14 maggio 2010

È illegittimo il provvedimento di arresti domiciliari per il boss mafioso Gerlando Alberti junior, l’assassino di Graziella Campagna. Una misura emessa per 8 mesi, nel dicembre scorso, dal Tribunale di sorveglianza di Bologna. Lo ha stabilito ieri la prima sezione penale della Cassazione che ha annullato, con rinvio, la decisione dei giudici bolognesi presa per motivi di salute. Il boss, in attesa di un nuovo pronunciamento, secondo l’avvocato Fabio Repici, legale di parte civile, dovrà tornare in carcere e a Il Fatto ricorda che “ i familiari di Graziella Campagna avevano sostenuto fin dal primo momento che quella scarcerazione fosse illegittima”. Poi l’avvocato polemizza con alcune toghe: ”Sarebbe bene che ci ripensassero quei magistrati che diedero solidarietà al tribunale di sorveglianza di Bologna. Mi auguro che finalmente la parola garantismo significhi applicazione corretta delle leggi e non carceri da svuotare”. Quel provvedimento ha scatenato le » Leggi tutto