Mafia, Sonia Alfano, Schifani sia coerente e chiarisca su rapporti e affari con esponenti mafiosi
Palermo, 3 Set. “Nel giorno dell’anniversario dell’assassinio politico-mafioso del generale Dalla Chiesa il Presidente del Senato Renato Schifani invia messaggi di cordoglio specificando che si tratta di un modello a cui guardare e che ‘Dalla Chiesa ha dedicato ogni momento della sua esistenza al servizio delle istituzioni con senso del dovere, con lealta’ e rettitudine‘. Interessante questa dichiarazione, soprattutto perchè da giorni gli organi di stampa si dedicano a Schifani per presunti rapporti con esponenti mafiosi ai quali pare aver concesso preziose consulenze per affari poi attenzionati dagli investigatori dell’antimafia”.
Lo afferma Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, riprendendo le dichiarazioni dell’imprenditore palermitano Giovanni Costa, che sta raccontando dei propri rapporti con l’avvocato Schifani.
“Renato Schifani, visto che ricopre un ruolo istituzionale di una certa importanza, è tenuto a chiarire la sua posizione in merito alle dichiarazioni di Costa, che -sottolinea Sonia Alfano- dipinge un quadro parecchio macabro del » Leggi tutto
di Redazione del 03.09.10
Dalla Chiesa, Sonia Alfano, servitore dello Stato vittima dell’isolamento e delle istituzioni colluse
Palermo, 2 Set. “Mentre il prefetto generale Dalla Chiesa combatteva Cosa Nostra e le sue infinite ramificazioni da vero servitore dello Stato, quello stesso Stato, come egli stesso denunciò pubblicamente nell’intervista rilasciata a Giorgio Bocca nell’agosto del 1982, non gli concedeva gli strumenti necessari, isolandolo e costringendolo a condurre una guerra impari. Purtroppo i mandanti politici di quella strage sono rimasti anonimi e impuniti”.
Lo ha detto Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, ricordando il Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, freddati il 3 settembre del 1982 in Via Carini a Palermo.
“Ovviamente tra i partecipanti alle commemorazioni ufficiali, come ogni anno, si potranno riconoscere personaggi ipocriti che con la loro azione politica avvantaggiano le mafie, gli stessi che qualche settimana fa hanno pianto la morte di Francesco Cossiga -conclude- che attaccò ferocemente il Generale Dalla Chiesa rischiando addirittura la procedura di impeachment”.
» Leggi tuttodi Redazione del 02.09.10
Libero Grassi, Sonia Alfano: Non servono medaglie ai morti, ma sostegno ai vivi
Così, in una nota, Sonia Alfano, Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, nel diciannovesimo anniversario dell'assassinio di Libero Grassi.
"Non servono le medaglie ai morti -sottolinea Alfano - ma il sostegno ai vivi. Risulta invece sempre più difficile, per gli imprenditori e i commercianti, opporsi ad un sistema che ha ormai invaso il mondo imprenditoriale e tutti gli strati della società, con il benestare di una buona fetta della politica locale e nazionale".
Libero Grassi, imprenditore, fu assassinato il 29 agosto del 1991. Per il suo omicidio sono stati condannati diversi boss, tra cui Riina, Provenzano e Aglieri. » Leggi tutto
di Redazione del 28.08.10
Sonia Alfano ricorda Carmelo Iannì
Lo afferma Sonia Alfano, Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, ricordando l'anniversario dell' uccisione dell'albergatore palermitano.
"Carmelo Iannì non era un magistrato, nè un poliziotto. Era un onesto lavoratore -prosegue- dotato di forte senso civico, di amore per la sua terra, di dignità. Per questo motivo decise di mettersi a disposizione delle forze dell'ordine, nonostante sapesse di andare incontro a morte certa. Negli anni ottanta infatti -sottolinea Sonia Alfano- decidere di prendere posizione contro la mafia significava mettere la firma sulla propria condanna a morte. Iannì ebbe il coraggio e la forza di affrontare Cosa » Leggi tutto
di Redazione del 27.08.10
Sonia Alfano ricorda Paolo Giaccone, medico coraggioso
Così in una nota Sonia Alfano, Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di mafia, ricorda il coraggioso medico palermitano Paolo Giaccone, assassinato l'11 agosto 1982. Al medico era stato intimato di modificare una perizia dattiloscopica. Rifiuto', facendo condannare all'ergastolo un killer di Cosa Nostra.
"Giaccone era troppo onesto per cedere al ricatto mafioso e per lasciarsi intimidire. Rifiuto' il compromesso e andò incontro alla morte con consapevolezza e coraggio. In un Paese che pare aver perso la memoria -prosegue- noi continueremo a raccontare le storie di chi ha affrontato la mafia a viso aperto scegliendo di conservare intatti valori quali onesta' e dignità: di questi -sottolinea Sonia Alfano- la vita del dottor Giaccone era evidentemente permeata. Alla famiglia ed in particolare alla figlia Milly va il mio più caloroso ed affettuoso abbraccio". » Leggi tutto
di Redazione del 10.08.10
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