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Scritto da Redazione Sabato 24 Luglio 2010

CSM, Sonia Alfano: serve discontinuità, no a Vietti vicepresidente, favori’ consapevolmente magistrato disonesto

Palermo, 24 Lug. “La nomina di Vietti a vicepresidente del Csm, frutto di un bieco inciucio lobbistico, non sarebbe altro che la prosecuzione dell’operato ampiamente discutibile di Mancino e di altri illustri personaggi che hanno agito negli ultimi dieci anni”.

Ne e’ certa Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, che precisa “l’articolo 104 della Costituzione, al comma 4, prevede che il Parlamento scelga i membri laici del Csm tra docenti universitari del ramo giuridico e tra avvocati con oltre 15 anni di esercizio della professione, non tra politici e politicanti”.

“Vietti e’ un personaggio che farebbe comodo tanto alla destra quanto alla sinistra più inciucista -prosegue- e gli eventi del passato testimoniano a favore della mia tesi. Nel 2001 scoppio’ il ‘caso Catania’, quando il CSM di cui era membro Vietti produsse, con il suo diretto e personale apporto, documenti a favore del magistrato dott. Gennaro che, come il cognato della capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro, aveva comprato casa dalla società della moglie di un acclarato mafioso, con un contratto di vendita simulato e l’utilizzo di un prestanome. Si può quindi dire che quel Csm avallava la condotta di magistrati disonesti. Forse e’ per questo vecchio favore, e per il successo elettorale che pone le basi sulla prima nomina di Vietti, che la Finocchiaro e’ così contenta per la potenziale nuova nomina? Quel Csm infango’ la propria rilevanza cosituzionale con l’ausilio di colui che oggi pare sempre più vicino alla nomina di vicepresidente -conclude Alfano-, quindi ritengo che le forze sane del centrosinistra debbano fare una seria e profonda riflessione, e riservare un secco ‘no’ a questa prospettiva”.