I Familiari Scrivono
11 Agosto 1982
di Milly Giaccone
Dovevo esserci anch'io quel mattino. Ogni giorno insieme da casa all'Ospedale, verso il nostro lavoro così diverso eppure uguale negli intenti: tu Professore con i tuoi studi, il tuo laboratorio, con le tue analisi, ed io studentessa in Medicina. Io non c'ero. Meno male? Per quello che ho passato in questi anni direi che sarebbe stato meglio finirla quel caldo giorno accanto a te, insieme come eravamo vissuti. Ma se guardo gli occhi profondi dei miei figli dico che, forse, è giusto che abbia passato la soglia del dolore, che l'ansia e l'angoscia mi abbiano rapita la vita per lungo tempo. Non esiste controprova, comunque. Ho sempre cercato di immaginare quello che era accaduto nel vialetto alberato, tra le auto posteggiate e sull'asfalto caldo che accolse il tuo corpo. Quei due che attendevano il tuo arrivo ... il "palo" fuori dall'Ospedale dentro una 126. Le otto e » Leggi tutto
Articoli
Ombre e logge sul CSM, Vietti parli chiaro
di Antonella MascaliSonia Alfano è stata tra coloro che hanno cercato di impedire l’Elezione di Michele Vietti a vicepresidente del Csm, avvenuta grazie a quello che definisce “inciucio lobbistico”. Lo ha fatto durante l’impropria consultazione partiti-Palazzo dei Marescialli. Si è appellata pubblicamente al segretario Bersani e ai capigruppo democratici, favorevoli » Leggi tutto
Caso Attilio Manca, l'avvocato Fabio Repici: "Troppe omissioni nelle indagini, l'archiviazione grave colpo alla giustizia"
di Sabrina MechellaVITERBO - Morte di Attilio Manca, aspettando la decisione del gip Salvatore Fanti, l’avvocato Fabio Repici, legale della famiglia del giovane urologo, spiega perché archiviare l’inchiesta,
come ha richiesto il pubblico ministero Renzo Petroselli, sarebbe un grave colpo alla giustizia. La mattina del 12 febbraio del 2004 Enrico Manca, medico 34enne » Leggi tutto
La lupara bianca
Lettera ricevuta dal Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia Sonia Alfano:
Non dico mai come te ne sei andato via. Ogni volta dico sempre una bugia diversa. Adesso è da qualche anno che ho imparato a raccontare la favola che sei morto in un incidente d'auto. Devo sempre raccontare una bugia diversa,la mia vita è un'eterna bugia e mia mamma...che gran donna!
E per proteggermi da chi e da cosa ancora non lo so, ma non mi ha mai detto con precisione cosa è accaduto. Come quella giornata che uscisti di casa e non tornasti più. Tu e tuo fratello mai più ritrovati. Guardo le foto e sei bellissimo. Sei il papà più bello del mondo, con quei tuoi occhi che mi guardano, c'è tanta tenerezza fra noi. Sei un papà che non ho mai conosciuto perchè ancora troppo piccola, a cui ho sempre voluto bene e avuto sempre la voglia di averti e inspiegabilmente ti ho sempre amato anche se non ti ho mai conosciuto.
Quante domande avrei voluto farti, quanto vorrei che un giorno conoscessi i tuoi nipotini.
Ho 26 anni e un giorno ho capito.. Tutti sanno ma nessuno parla. Non capivo e per tutta la mia infanzia credevo che tu te ne fossi andato perchè ero stata “monella” e ho avuto sempre un senso di colpa che ancora oggi mi porto. Ma tutt'ora non sono al corrente della verità e mai la saprò. Compresi da già piccolissima la parola MAFIA, una parola così corta ma che irrompe nei miei pensieri ogni momento. MAFIA. Qualcuno ti ha fatto sparire: “lupara bianca“ la chiamano. Nel lontano 1983 quando io nacqui tu eri un costruttore e a Palermo la maggior parte dei costruttori erano mafiosi (non che ora sia diverso)..chissà cosa hai detto, chissà cosa hai visto per meritarti la morte..e il silenzio del mio quartiere, tutti sanno ma nessuno parla.. “amici”, quelli che loro si definiscono, di mio padre, quando mi incontrano mi dicono che sanno ma che nessuno parla, e voi??? Voi parlate??? Nessuno potrà mai capire quanta rabbia ho nel cuore, una rabbia per la mia città fatta di omertà e per la mia Italia fatta di corruzione e scandali.
Un governo fondato sulla MAFIA.
Mafia: che brutta parola, eppure fa parte di me perché tu non ci sei più proprio per essa. Nessuno sa, nessuno parla, nessuno sente..intanto io ho lasciato questo schifo d'Italia da un pezzo e nessuno potrà mai capire quanto odio con il profondo del mio cuore questo Paese, e lo voglio gridare al mondo a voce alta che io odio l'omertà, che odio il silenzio, odio la mafia odio la giustizia Italia, odio i politici e odio l'Italia corrotta che c'è! Ma quando sono fuori mento che in fondo sono fiera di essere Italiana e che tu non ci sei più per un banale incidente, ma si sa la mia vita è un'eterna bugia...
L'autrice della lettera ci ha chiesto di pubblicarla in forma anonima, e noi rispettiamo la sua scelta.
Scritto da Redazione On 08.03.10
Mafia: Sonia Alfano, Cdm a Reggio, ma Governo ...
"La Confesercenti ha presentato il rapporto Sos Impresa secondo il quale il fatturato della mafia, nel 2009, ammonta a circa 135 miliardi di euro, e il Ministro Maroni presenta al CdM a Reggio Calabria le sue soluzioni al problema, fatte di provvedimenti assolutamente insoddisfacenti" afferma il Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia Sonia Alfano. "Il sequestro dei beni è una pratica utile, ma il merito delle confische è di magistrati e forze dell'ordine, non del Governo – prosegue la Alfano – che sta presentando e approvando delle leggi, a cominciare dallo scudo fiscale per finire con la messa all'asta degli stessi beni sequestrati ai boss, che legittimano l'operato delle organizzazioni criminali. Giorno dopo giorno – sottolinea Sonia Alfano – questo esecutivo sta dimostrando, con le sue proposte e i suoi attacchi alla magistratura, che la lotta alla mafia non è una priorità, e sta distruggendo tutto quello per cui i martiri di questo Paese hanno versato il proprio sangue. Dovrebbe chiedersi, il Premier, che oggi ha vantato promesse mantenute, come mai la magistratura è in rivolta e diserterà l'aula durante l'intervento del Governo all'inaugurazione dell'anno giudiziario. In un Paese civile queste cose non succedono. Berlusconi oggi ha dichiarato che con una riduzione di immigrati ci sarebbe anche una riduzione dei reati; questo concetto serve esclusivamente ad alimentare un clima di odio, le sue parole incitano al razzismo. Non dia la colpa agli immigrati se l'Italia è in mano alle mafie e alla criminalità. Lui – conclude - ha la cittadinanza italiana, eppure ha una miriade di processi in corso e si sottrae puntualmente alla giustizia, penalizzando il Paese in modo irreversibile".Scritto da Redazione On 28.01.10
NO AL PROCESSO BREVE - Familiari Vittime ...
di Familiari Vittime Casa dello Studente
Chiediamo alle cittadine e ai cittadini italiani di opporsi al DL sul processo breve, già' passato al Senato il 20 Gennaio, che vanificherebbe il diritto alla chiarezza e alla giustizia , un diritto che ci riguarda tutti. Quel provvedimento “rischia di mettere in ginocchio la già' disastrata macchina giudiziaria” ha detto il presidente dell' ANM Luca Palamara nel corso di un' intervista a Skytg24. E non solo. Esso “non da' giustizia alle vittime dei reati e garantisce l'impunita' a chi ha commesso fatti delittuosi”. Se venisse approvata questa norma molti processi verrebbero falcidiati. Cosi' accadrebbe non solo per i processi in corso che riguardano il presidente del Consiglio (Mills, compravendita dei diritti TV ecc...) ma, ed e' molto più' grave, per decine di migliaia di procedimenti, i crack di Parmalat e Cirio, la scalata ala Banca Antonveneta e BNL, le morti bianche alla Thyssen, i morti per l'amianto, le vittime della clinica Santa Rita a Milano. E poi reati contabili e societari. Stessa sorte per inchieste complesse in corso di svolgimento a L'Aquila, come quello per il crollo della Casa dello Studente e del Convitto Nazionale, ma anche per i crolli di altri numerosissimi palazzi, tomba di decine e decine di persone, rispetto ai quali devono ancora prendere avvio le inchieste.
Si indaga, per i primi due crolli, per omicidio e disastro colposo, reati puniti da Codice con una pena fino a 10 anni. In questo modo le inchieste rientrerebbero nel processo breve e sarebbero destinate a perdersi per strada. Il risultato? Resterebbero impuniti i colpevoli e coloro che sono stati colpiti da lutti strazianti ed non medicabili non avranno più' giustizia. Fissare tempi contingentati per celebrare le cause, senza fornire strumenti e risorse alle procure, significa condannare alla prescrizione dei processi importanti. La lunghezza degli stessi va' imputata sia alle mancanze di risorse per poterli celebrare in maniera più' efficiente, sia alla mancanza di una legislazione che possa realmente snellirli. E' di queste settimane la notizia di un provvedimento del ministro Alfano circa tagli sul personale giudiziario che andranno ad interessare i maniera rilevante anche il tribunale de L'Aquila. Che senso ha una scelta del genere specie per quanto riguarda la Procura de L'Aquila, che sta affrontando una enorme mole di lavoro in un contesto di assoluta criticità'? Come si pensa di accelerare l'iter dei processi se si riducono risorse umane? Chiediamo a tutti coloro che nel nostro Paese hanno a cuore la giustizia di mobilitarsi e di essere al nostro fianco affinché' venga scongiurata quella che l'Associazione Nazionale Magistrati ha definito “una tragedia per il mondo del diritto” .
Familiari Vittime Casa dello Studente
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Scritto da Redazione On 25.01.10
MAFIA: SONIA ALFANO, SU MIO PADRE NAPOLITANO ...
ROMA, 22 GEN - 'Ad essere sconcertante e' l'atteggiamento del Capo dello Stato. Ormai non passa giorno senza che egli faccia rimpiangere sempre piu' il caro Presidente Pertini. E dimostra anche memoria corta'. A dirlo, in una nota, e' il presidente dell'Ass. Nazionale Familiari Vittime di Mafia, Sonia Alfano, che torna a polemizzare con il capo dello Stato reo, secondo la figlia del giornalista ucciso dalla mafia 17 anni fa, di aver commemorato Craxi ('un latitante') e non una 'vittima della criminalita' che i latitanti faceva arrestare'. 'Qualche anno fa - sottolinea la Alfano - chiesi il patrocinio del Quirinale per la commemorazione di mio padre in occasione dell'anniversario della sua uccisione. Alla richiesta di patrocinio, manco a dirlo, non segui' alcuna risposta' dice replicando cosi' alla presa di posizione del Quirinale che ieri, con una lettera pubblicata su L'Unita' precisava come nessun invito a commemorazioni fosse stato recapitato alla Presidenza della Repubblica. Secondo Sonia Alfano questo e' accaduto 'forse perche' mio padre sconta la grave colpa di essere morto incensurato e perfino tentando di far catturare mafiosi latitanti. Avrei dato per scontato, tuttavia, che qualcuno dei componenti dell'ampio staff quirinalizio (e' superfluo ricordare i costi della struttura, incomparabilmente superiori a quelli della monarchia britannica) avesse potuto annotare la data dell'anniversario. Il Presidente Napolitano sostiene di non aver commemorato mio padre lo scorso 8 gennaio (e quello precedente e quello ancora prima...) perche' io avrei mancato di ricordargli la ricorrenza. Confesso - sottolinea - il mio scoramento davanti ad un Presidente della Repubblica che ha bisogno che a ricordargli gli anniversari degli assassini dei martiri di mafia e terrorismo siano i loro familiari. Ad ogni buon conto, gli faro' omaggio del calendario dei santi laici perche' supplisca all'inefficienza della sua struttura'.La Alfano non si ferma pero' qui e rincara: 'Ho letto e condiviso fino all'ultima parola nei giorni scorsi la lettera aperta rivolta al Presidente Napolitano dal direttore di Antimafiaduemila, Giorgio Bongiovanni. Quello scritto mi ha fatto ricordare come nel non lontano 1991 il partito dell'on. Napolitano propose la messa in stato d'accusa dell'allora Capo dello Stato, per gli assalti portati all'autonomia ed all'indipendenza dell'ordine giudiziario. Non dovrebbe dimenticarlo, l'attuale Presidente, in relazione alle parole espresse nella lettera di commemorazione al pregiudicato latitante Bettino Craxi, che contenevano un'esplicita delegittimazione del potere giurisdizionale. Il suo partito di allora lo avrebbe gia' messo sotto impeachment'.
Scritto da Redazione On 22.01.10
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Le Vostre Mail
Auguri per Paolo
Oggi è il 19 gennaio. Oggi, se quella maledetta bomba, che 17 anni fa segnò l'inizio dei questa seconda Repubblica, non lo avesse ucciso, Paolo compirebbe 69 anni. Invece la sua vita si è fermata a 52, ma oggi Paolo è più vivo che mai perchè tanti di quei giovani nei quali egli riponeva tante delle sue speranze di poter cambiare questo nostro disgraziato paese, spesso senza averlo neanche conosciuto, spesso senza essere ancora nati quando egli fu ucciso, hanno deciso di custodire nel loro cuore quel sogno e di fare di tutto perchè un giorno possa essere realizzato. Tra le tante mail che mi sono arrivate per fare gli auguri a Paolo ne ho scelto una, quella di Valentina, una ragazza che come Desiree, come Martina, come tante altre, porta uno dei pezzi di Paolo nel suo cuore e studia per diventare un giorno Magistrato e potere continuare il suo lavoro. Esattamente il 19 Gennaio di alcuni anni fa nasceva una persona molto speciale,una persona che rappresenta l'esempio cui noi tutti dovremmo » Leggi tutto
Chi c'è online
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E’ stato un poliziotto italiano ucciso per mano mafiosa il 14 novembre del 1992 a Palermo. Insieme ad alcuni grandi nomi dell’antimafia della questura di Palermo, tra cui il Commissario Ninni Cassarà, si dedicò alla ricerca di pericolosi latitanti mafiosi nascosti nella città di Palermo ed in particolare nel quartiere di Ciaculli, feudo incontrastato del “papa”, Michele Greco. Calogero Zucchetto perlustrava con il suo mororino, pagando
In queste parole è riassunta la bellezza di Pippo Fava;
E' stato un magistrato italiano ed uno dei migliori uomini che la nazione abbia mai conosciuto. Nasce a Palermo il 19 gennaio del 1940 nel quartiere della Magione. I suoi genitori sono due farmacisti con simpatie di destra e con un forte senso della patria. Frequenta il Liceo Classico "Meli" e succesisivamente la facoltà di Giurisprudenza dell'ateneo palermitano. Nel 1959 si iscrive al FUAN, Fronte Unitario di Azione Nazionale, e ben presto viene 




