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Tuesday, Feb 07th

ANNIVERSARIO VACCARO NOTTE, SONIA ALFANO: “SI ONORI MEMORIA TUTELANDO CHI RIFIUTA IL RICATTO MAFIOSO”

PALERMO, 4 FEB. - “Credo fermamente che le istituzioni abbiano il dovere, al di là di medaglie, targhe e parole di circostanza, di onorare la memoria di chi è caduto per aver difeso il principio di legalità e il proprio diritto alla dignità. Salvatore Vaccaro Notte era uno di loro e rappresenta quella parte di Sicilia che si oppone alla mafia con onestà e coraggio: nonostante suo fratello » Leggi tutto

MAFIA, SONIA ALFANO: “ASPETTIAMO GIUSTIZIA PER IGNAZIO ALOISI”


PALERMO, 26 GEN. - “Sono passati 21 anni da quel giorno in cui Ignazio Aloisi, mentre tornava a casa una domenica pomeriggio insieme a Donatella, sua figlia quattordicenne, veniva freddato con due colpi di pistola (un terzo proiettile lo mancava). Oggi Donatella e la sua famiglia stanno ancora aspettando giustizia. Ignazio Aloisi non è mai stato riconosciuto quale vittima innocente della » Leggi tutto

ANNIVERSARIO M. FRANCESE, SONIA ALFANO: “SUA STORIA SERVE A CAPIRE IMPORTANZA DI INDIPENDENZA E COERENZA”


PALERMO, 25 GEN. - “Il ricordo dei giornalisti uccisi dalla mafia deve servire da faro e da esempio per chi oggi decide di fare informazione. Storie di uomini come Mario Francese, che fece dell’inchiesta una ragione di vita e dimostrò ampiamente il valore civile del giornalismo, devono essere per gli operatori dell’informazione di oggi lo strumento per capire la necessità della » Leggi tutto

Ultimi Comunicati Stampa

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Presentazione di "La zona d'ombra"
Camera dei Deputati 7 giugno 2011
 

Articoli

Procuratore generale di Messina a processo: il giudice amico si astiene


di Fabio Repici
 
Stamattina, davanti al Giudice di pace di Reggio Calabria, si è aperto il processo sicuramente più stupefacente d’Italia. Imputato è un alto magistrato, il Procuratore generale di Messina, dr.Antonio Franco Cassata, che è chiamato a rispondere didiffamazione pluriaggravata commessa con la diffusione di un dossier anonimo a mezzo del quale venne buttata una mole immonda di fango contro la memoria di Adolfo Parmaliana.
Molti ricorderanno che Adolfo, stimatissimo docente universitario di chimica » Leggi tutto 

Date e nomi da non dimenticare

7 febbraio - vite da non dimenticare


Filippo Salsone - Giovanni Trecroci



1986. Filippo Salsone



Maresciallo del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Brancaleone (RC) il 28/05/1942 in servizio presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria.
Il 7 febbraio 1986 a Brancaleone in provincia di Reggio Calabria mentre rincasava dall'abitazione dei propri genitori, alla guida della propria autovettura, unitamente alla famiglia, veniva fatto segno di un attentato mortale che, per dinamica e armi usate, richiama analoghe azioni di stampo mafioso.
Nell'attentato rimaneva ferito il figlioletto di 10 anni.
Nel corso delle successive indagini è emerso il chiaro stampo camorristico dell’omicidio.
Il Maresciallo Salsone è stato riconosciuto "Vittima del dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
Allo stesso è intitolata la Caserma Agenti dell'istituto penitenziario di Palmi (RC)

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Comunicati

ANNIVERSARIO VACCARO NOTTE, SONIA ALFANO: “SI ONORI MEMORIA TUTELANDO CHI RIFIUTA IL RICATTO MAFIOSO”

PALERMO, 4 FEB. - “Credo fermamente che le istituzioni abbiano il dovere, al di là di medaglie, targhe e parole di circostanza, di onorare la memoria di chi è caduto per aver difeso il principio di legalità e il proprio diritto alla dignità. Salvatore Vaccaro Notte era uno di loro e rappresenta quella parte di Sicilia che si oppone alla mafia con onestà e coraggio: nonostante suo fratello Vincenzo fosse stato assassinato pochi mesi prima, Salvatore continuò a rifiutare il compromesso mafioso, consapevole di andare incontro allo stesso tragico destino. Come può lo Stato onorare la memoria di questi morti? Tutelando chi oggi si oppone alla criminalità organizzata, e risponde alle intimidazioni e alla prepotenza con la denuncia”.

E' quanto ha dichiarato Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, ricordando il dodicesimo anniversario dell’uccisione mafiosa di Salvatore Vaccaro Notte, avvenuto il 5 febbraio del 2000.

“Il mio pensiero oggi corre anche ad Angelo, fratello di Vincenzo e Salvatore Vaccaro Notte le » Leggi tutto 

Beppe Alfano e i suoi falsi amici

 
di Sonia Alfano 
 
Il vicepresidente del Senato Domenico Nania, come ogni anno, mio malgrado, ha diffuso una nota per l’anniversario dell’omicidio di mio padre:

“Ricorre oggi il diciannovesimo anniversario dell’uccisione del giornalista e amico Beppe Alfano e come ogni anno, Barcellona Pozzo di Gotto lo ricorda per il suo impegno politico oltre che giornalistico. La sua figura e la sua memoria continua a vivere in chi ebbe il piacere di incontrarlo, di conoscerlo o di apprezzarne le battaglie giornalistiche contro la mafia. Un cronista coraggioso che ha pagato con la propria vita la libertá d’informazione e che l’amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto ricorda ogni anno dall’8 gennaio 2002 e al quale ha intitolato l’ex piazza Trento”

Ora, sulla figura di mio padre non avrei certo voglia di impegnarmi in tenzoni polemiche di sorta. Tuttavia, proprio per doveroso rispetto di mio padre, non posso rimanere silente davanti alle parole del senatore Nania, che suonano peggio di una moneta falsa. Egli, in tutti questi anni, avrebbe avuto in più occasioni la possibilità di difendere o di onorare sinceramente la memoria di Beppe Alfano e non l’ha mai fatto. Il suo opportunistico “ricordo” si limita a un comunicato stampa in occasione dell’8 gennaio. Non l’ho mai visto in tribunale né l’ho mai sentito rivendicare pubblicamente (e nemmeno privatamente) verità e giustizia per questo delitto, le cui responsabilità di vertice devono ancora essere riconosciute in sede giudiziaria.

Non l’ho mai sentito pronunciare una sola parola di sincero rammarico per avere egli candidato nel 1985 al Consiglio comunale nelle liste dell’allora Msi-Dn quel criminale che risponde al nome del boss Giuseppe Gullotti e che oggi si trova al 41 bis per l’assassinio di mio padre. E nemmeno gli ho mai sentito dire alcunché (paura? ignavia? addirittura solidarietà?) su Rosario Pio Cattafi, il cui pericoloso ruolo criminale rappresenta una pesantissima zavorra sulla vita civile di Barcellona Pozzo di Gotto.
La figura di mio padre continua a vivere nelle azioni e nelle battaglie che ha portato avanti, e nei cuori e nei ricordi dei suoi familiari e certamente non in quelli di falsi amici che non hanno fatto nulla per scongiurarne il sacrificio e che coi loro pavidi o complici silenzi hanno contribuito a creare le condizioni perché potessero essere praticati depistaggi in sede giudiziaria e investigativa.

Riguardo, poi, ai presunti “meriti” dell’amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, non dovrei certo essere io a ricordare a Domenico Nania che a quella annuale commemorazione di mio padre noi familiari non siamo mai stati invitati. E quanto all’intitolazione della piazza, curiosamente io non ne ho contezza, e non credo che ciò dipenda da mia colpa: nessuno ci ha mai comunicato l’intitolazione di uno spazio a mio padre (in genere, quando un Comune decide di dedicare una via o una piazza, noi familiari, come credo sia giusto, riceviamo comunicazione e invito all’inaugurazione), né ho visto una targa con la scritta “Piazza Beppe Alfano”. Quella di cui parla Nania risulta essere ancora, agli occhi di chiunque passi di lì, Piazza Trento.Ed è la piazza sulla cui pavimentazione qualche tempo fa ignoti scrissero “W la mafia”, senza che il sindaco Candeloro Nania, cugino e sodale del senatore omonimo, battesse ciglio per giorni. La scritta venne cancellata giorni dopo da alcuni miei parenti.

Passato l’8 gennaio, Nania e i suoi seguaci possono nuovamente dedicare un anno di silenzi alla memoria di mio padre. Mi auguro che il prossimo 8 gennaio quei silenzi proseguano coerentemente, senza ipocrisie.

Scritto da Redazione On 09.01.12

 

Attilio Manca

attiliomancaAttilio Manca venne ritrovato cadavere il 12 febbraio 2004, verso le ore 11. Il suo corpo era riverso trasversalmente sul piumone del letto (il letto era intatto ed in ordine, come se non fosse andato a dormire), seminudo. Dal naso e dalla bocca era fuoriuscita un’ingente quantità di sangue, che aveva finito per provocare una pozzanghera sul pavimento. Dalle » Leggi tutto

Adolfo Parmaliana

Il 2 ottobre 2008 si ammazza in Sicilia Adolfo Parmaliana, cinquantenne professore di chimica industriale all’università di Messina, considerato uno dei massimi esperti internazionali nella ricerca delle nuove fonti di energia rinnovabile. All’impegno accademico Parmaliana ha unito per trent’anni un accanito impegno civile. Iscritto giovanissimo al Pci, ha difeso le ragioni della legalità, della correttezza, del » Leggi tutto

Nino Agostino

La storia dell' agente di polizia, Nino Agostino, ucciso il 5 agosto del 1989 a Villagrazia di Carini, insieme alla moglie Ida Castellucci, in cinta di cinque mesi di una bambina, è certamente una delle più drammatiche ed oscure vicende della storia di un' Italia retta, allora come adesso, da poteri deviati e da un' antistato che troppo spesso diviene Stato.
Sulla morte di Nino Agostino non è ancora stata fatta luce ed i suoi assassini, » Leggi tutto

Le Nostre Storie

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Le Vostre Mail

La vostre mail in ricordo di Giuseppe Gatì

Questa la mail di Giuseppe che, tramite Irene, ha voluto fosse recapitata alla nostra associazione.
"Ciao Irene, mi permetto di darti del tu e di risponderti tramite messaggio privato, ma lo ritengo un dovere quasi morale o etico, non saprei dirti di preciso. Ti ringrazio per averci informati della tristissima perdita di Giuseppe Gatì, anche io non sapevo molto di lui, avevo giusto visto un paio di giorni fa il suo video sul blog di Piero Ricca e sulla Repubblica, e ne ero rimasto colpito, il coraggio, la forza, la giovane età e soprattutto il fatto che era praticamente quasi solo in mezzo ad un branco di lupi, per urlare a testa alta il suo sdegno, il nostro sdegno, subendone le conseguenze sulla sua pelle. Io ho 20 anni, studio e ho tanti problemi ma se c'è una cosa che non riesco a fare è provare indifferenza, è restare in silenzio almeno nel piccolo per ora, ho bisogno di sapere, di conoscere, di informarmi, ora, come non ho mai fatto, prima che sia troppo tardi. Purtroppo intorno a me » Leggi tutto 

I Familiari Scrivono

21 aprile 1992, una bellissima giornata

di Benny Calasanzio

Diciannove anni non sono poi tanti. Un metro in più, qualche capello in meno. E qualche chilo, sempre in più, ovviamente. I ricordi sono nitidi e chiari, e sono sempre più convinto che quelli brutti, di ricordi, abbiamo una permanenza maggiore rispetto ai “belli”.

Se in un tribunale mi trovassi di fronte "l’entità" cosa nostra, recriminerei più per la privazione dei ricordi che della persona fisica di mio zio Paolo Borsellino; non ricordo più la sua voce, e questo mi manca e questo è il più grave capo d'imputazione che contesterei loro. Non penso siano stati i 19 anni trascorsi, ma i pochi passati con lui, troppo pochi perchè io oggi possa avere il timbro della sua voce ben impresso. Quello di mio nonno Giuseppe, ucciso solo 8 mesi dopo, invece lo sento mentre scrivo, perfettamente chiaro e lucido.

Comunque oggi è il 21 aprile. E’ una bellissima giornata, come lo era nel 1992. Se l’avessi saputo prima, quel 21 aprile del 1992 lo avremmo passato insieme. Con mia madre, con mio zio, come » Leggi tutto 

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