Presentazione di "La zona d'ombra"
Camera dei Deputati 7 giugno 2011
Articoli
Procuratore generale di Messina a processo: il giudice amico si astiene
di Fabio Repici
Stamattina, davanti al Giudice di pace di Reggio Calabria, si è aperto il processo sicuramente più stupefacente d’Italia. Imputato è un alto magistrato, il Procuratore generale di Messina, dr.Antonio Franco Cassata, che è chiamato a rispondere didiffamazione pluriaggravata commessa con la diffusione di un dossier anonimo a mezzo del quale venne buttata una mole immonda di fango contro la memoria di Adolfo Parmaliana.
Molti ricorderanno che Adolfo, stimatissimo docente universitario di chimica » Leggi tutto
Date e nomi da non dimenticare
7 febbraio - vite da non dimenticare
Filippo Salsone - Giovanni Trecroci
1986. Filippo Salsone

Maresciallo del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Brancaleone (RC) il 28/05/1942 in servizio presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria.
Il 7 febbraio 1986 a Brancaleone in provincia di Reggio Calabria mentre rincasava dall'abitazione dei propri genitori, alla guida della propria autovettura, unitamente alla famiglia, veniva fatto segno di un attentato mortale che, per dinamica e armi usate, richiama analoghe azioni di stampo mafioso.
Nell'attentato rimaneva ferito il figlioletto di 10 anni.
Nel corso delle successive indagini è emerso il chiaro stampo camorristico dell’omicidio.
Il Maresciallo Salsone è stato riconosciuto "Vittima del dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
Allo stesso è intitolata la Caserma Agenti dell'istituto penitenziario di Palmi (RC)
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Comunicati
ANNIVERSARIO VACCARO NOTTE, SONIA ALFANO: “SI ONORI MEMORIA TUTELANDO CHI RIFIUTA IL RICATTO MAFIOSO”
PALERMO, 4 FEB. - “Credo fermamente che le istituzioni abbiano il dovere, al di là di medaglie, targhe e parole di circostanza, di onorare la memoria di chi è caduto per aver difeso il principio di legalità e il proprio diritto alla dignità. Salvatore Vaccaro Notte era uno di loro e rappresenta quella parte di Sicilia che si oppone alla mafia con onestà e coraggio: nonostante suo fratello Vincenzo fosse stato assassinato pochi mesi prima, Salvatore continuò a rifiutare il compromesso mafioso, consapevole di andare incontro allo stesso tragico destino. Come può lo Stato onorare la memoria di questi morti? Tutelando chi oggi si oppone alla criminalità organizzata, e risponde alle intimidazioni e alla prepotenza con la denuncia”.E' quanto ha dichiarato Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, ricordando il dodicesimo anniversario dell’uccisione mafiosa di Salvatore Vaccaro Notte, avvenuto il 5 febbraio del 2000.
“Il mio pensiero oggi corre anche ad Angelo, fratello di Vincenzo e Salvatore Vaccaro Notte le » Leggi tutto
Beppe Alfano e i suoi falsi amici
Scritto da Redazione On 09.01.12
Le Vostre Mail
La vostre mail in ricordo di Giuseppe Gatì
Questa la mail di Giuseppe che, tramite Irene, ha voluto fosse recapitata alla nostra associazione."Ciao Irene, mi permetto di darti del tu e di risponderti tramite messaggio privato, ma lo ritengo un dovere quasi morale o etico, non saprei dirti di preciso. Ti ringrazio per averci informati della tristissima perdita di Giuseppe Gatì, anche io non sapevo molto di lui, avevo giusto visto un paio di giorni fa il suo video sul blog di Piero Ricca e sulla Repubblica, e ne ero rimasto colpito, il coraggio, la forza, la giovane età e soprattutto il fatto che era praticamente quasi solo in mezzo ad un branco di lupi, per urlare a testa alta il suo sdegno, il nostro sdegno, subendone le conseguenze sulla sua pelle. Io ho 20 anni, studio e ho tanti problemi ma se c'è una cosa che non riesco a fare è provare indifferenza, è restare in silenzio almeno nel piccolo per ora, ho bisogno di sapere, di conoscere, di informarmi, ora, come non ho mai fatto, prima che sia troppo tardi. Purtroppo intorno a me » Leggi tutto
I Familiari Scrivono
21 aprile 1992, una bellissima giornata
di Benny Calasanzio
Diciannove anni non sono poi tanti. Un metro in più, qualche capello in meno. E qualche chilo, sempre in più, ovviamente. I ricordi sono nitidi e chiari, e sono sempre più convinto che quelli brutti, di ricordi, abbiamo una permanenza maggiore rispetto ai “belli”.
Se in un tribunale mi trovassi di fronte "l’entità" cosa nostra, recriminerei più per la privazione dei ricordi che della persona fisica di mio zio Paolo Borsellino; non ricordo più la sua voce, e questo mi manca e questo è il più grave capo d'imputazione che contesterei loro. Non penso siano stati i 19 anni trascorsi, ma i pochi passati con lui, troppo pochi perchè io oggi possa avere il timbro della sua voce ben impresso. Quello di mio nonno Giuseppe, ucciso solo 8 mesi dopo, invece lo sento mentre scrivo, perfettamente chiaro e lucido.
Comunque oggi è il 21 aprile. E’ una bellissima giornata, come lo era nel 1992. Se l’avessi saputo prima, quel 21 aprile del 1992 lo avremmo passato insieme. Con mia madre, con mio zio, come » Leggi tutto
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Attilio Manca venne ritrovato cadavere il 12 febbraio 2004, verso le ore 11. Il suo corpo era riverso trasversalmente sul piumone del letto (il letto era intatto ed in ordine, come se non fosse andato a dormire), seminudo. Dal naso e dalla bocca era fuoriuscita un’ingente quantità di sangue, che aveva finito per provocare una pozzanghera sul pavimento. Dalle
Il 2 ottobre 2008 si ammazza in Sicilia Adolfo Parmaliana, cinquantenne professore di chimica industriale all’università di Messina, considerato uno dei massimi esperti internazionali nella ricerca delle nuove fonti di energia rinnovabile. All’impegno accademico Parmaliana ha unito per trent’anni un accanito impegno civile. Iscritto giovanissimo al Pci, ha difeso le ragioni della legalità, della correttezza, del
La storia dell' agente di polizia, Nino Agostino, ucciso il 5 agosto del 1989 a Villagrazia di Carini, insieme alla moglie Ida Castellucci, in cinta di cinque mesi di una bambina, è certamente una delle più drammatiche ed oscure vicende della storia di un' Italia retta, allora come adesso, da poteri deviati e da un' antistato che troppo spesso diviene Stato.


