I Familiari Scrivono
Un'altra estate senza Attilio
Con Attilio andavamo a villeggiare nella casa estiva di Tonnarella.Tonnarella, luogo a lui particolarmente caro... "Mamma, quando sarò vecchio mi ritirerò in questa casa in mezzo al verde e vicino al mare e dedicherò tutti i giorni che mi rimarranno alla lettura e ai miei hobbyes".
Sogni, speranze, progetti spezzati da mani assassine.
Tonnarella: la casa che d'estate diventava un via vai di amici, dove la musica in sottofondo accompagnava tutti i momenti della giornata, dove la serenità e l'allegria regnavano sovrane. Non riesco più ad andare in quella casa, la tristezza e il dolore prendono il sopravvento. Gli amici sono spariti.
Tonnarella: il luogo dove si spostava indisturbato Bernardo Provenzano su una Polo nera. La sorella del boss Bisignano dice che anche le panchine sapevano che lui era qui.
Tonnarella: il luogo dove continuano a vivere quelli » Leggi tutto
Articoli
MAFIA, DEPISTAGGI E VITTIME DIMENTICATE: IL CASO ALFANO
Chiesta l'archiviazione dell'inchiesta sui mandanti occulti dell'omicidio del giornalista Beppe Alfano, ucciso l'8 gennaio del 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). A darne notizia è la figlia Sonia, europarlamentare dell'Idv e presidente associazione nazionale familiari vittime della mafia. Che ci racconta l'incredibile storia di questo omicidio apparentemente "piccolo": fra latitanti, miliardi, logge massoniche e false piste"Mio padre era un insegnante di scuola media con l'hobby del giornalismo; ma nonostante ciò era uno » Leggi tutto
Si decide sul caso Manca
Si terrà il prossimo 16 luglio, al tribunale di Viterbo, l’udienza per la decisione sull’archiviazione della vicenda di Attilio Manca.
Il giovane urologo di Belcolle fu trovato cadavere nella sua casa in via Santa Maria della Grotticella, a Viterbo, il 12 febbraio 2004. A causarne la morte, come accertato dall’autopsia, l’effetto combinato di tre sostanze, presenti nel sangue e nelle » Leggi tutto
SONIA ALFANO: ULTIMO PRIMA DI ATTACCARE ALTRI SPIEGHI SUE AMBIGUITA' E BUGIE
Palermo, 20 Lug. "Chi parla di stragi di Stato lo fa con cognizione di causa, e Ultimo lo sa benissimo. Le sue dichiarazioni non sorprendono più nessuno, è ormai evidente che appartiene a quella lunga lista di personaggi ambigui con addosso una divisa, come Ganzer e Mori. Che credibilità può avere un Capitano dei Carabinieri che giunto all'apice della sua carriera, e che acquisita grande fama con l'arresto del latitante numero uno di Cosa Nostra, non ne perquisisce il covo impedendo così di fatto la rivelazione di chissà quali inquietanti verità?". E' il commento di Sonia Alfano, Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, alle dichiarazioni di Sergio de Caprio, meglio conosciuto come Capitano Ultimo, che ieri ha attaccato chi parla di stragi di Stato. "Se Ultimo ritiene che io dica falsità lo invito a confrontarsi in modo diretto con me, così chiariremo pure in merito alla sua falsa testimonianza al pm nelle indagini sui mandanti occulti dell'omicidio di mio padre"."Personaggi come Ganzer, Mori e lo stesso Ultimo, purtroppo ledono l'immagine dell'Arma, e offendono chi con dedizione e grossi sacrifici si batte per portare alla luce verità occulte, sulle quali poi ognuno dei traditori di Stato dovrà rispondere, che indossi una divisa o meno. Vedremo poi -continua- se i vili criminali sono i familiari delle vittime di mafia o i poltici corrotti e gli esponenti delle forze dell'ordine collusi".
"In questo Paese le verità troppo spesso sono ribaltate, e anche quanto accaduto ieri a Palermo lo dimostra. Io e Luigi de Magistris -sottolinea- impossibilitati dal cordone di forze dell'ordine a raggiungere il Presidente della Camera Gianfranco Fini, mentre al suo fianco si trovava Pippo Fallica, personaggio sicuramente maggiormente pericoloso, dato che ha intrattenuto rapporti con i boss -conclude- come dimostrato dalle indagini che hanno portato in carcere Mercadante".
Scritto da Redazione On 20.07.10
Un'altra estate senza Attilio
Con Attilio andavamo a villeggiare nella casa estiva di Tonnarella.Tonnarella, luogo a lui particolarmente caro... "Mamma, quando sarò vecchio mi ritirerò in questa casa in mezzo al verde e vicino al mare e dedicherò tutti i giorni che mi rimarranno alla lettura e ai miei hobbyes".
Sogni, speranze, progetti spezzati da mani assassine.
Tonnarella: la casa che d'estate diventava un via vai di amici, dove la musica in sottofondo accompagnava tutti i momenti della giornata, dove la serenità e l'allegria regnavano sovrane. Non riesco più ad andare in quella casa, la tristezza e il dolore prendono il sopravvento. Gli amici sono spariti.
Tonnarella: il luogo dove si spostava indisturbato Bernardo Provenzano su una Polo nera. La sorella del boss Bisignano dice che anche le panchine sapevano che lui era qui.
Tonnarella: il luogo dove continuano a vivere quelli che hanno protetto la latitanza di Provenzano e, magari, hanno partecipato materialmente all'omicidio di mio figlio.
Mi voglio rivolgre a loro: come potete continuare a vivere con un macigno che pesa sul vostro cuore?
Come avete potuto uccidere barbaramente una persona buona, che cercava di vivere serenamente la sua vita, aiutando quelli che avevano bisogno di lui?
Ma non vi illudete, prima o poi dovete rendere conto alla giustizia umana e divina, ma soprattutto alla vostra coscienza.
Angela Manca
Scritto da Redazione On 16.07.10
Sonia Alfano: Spero che Dell'Utri finisca ...
Palermo, 29 Giu. “Non solo il Paese deve subire la classica distorsione delle notizie da parte di Minzolini e compagnia, ma deve pure continuare a subire i deliri di un acclarato collaboratore di mafiosi“. E’ il commento di Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia, alle dichiarazioni del senatore Dell’Utri dopo la sentenza della Corte d’appello di Palermo al processo che lo vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. “Dell’Utri parla di contentino alla procura di Palermo ma non approfondisce il suo pensiero, ci spieghi nel merito a cosa si riferisce o la smetta di fare illazioni. Inoltre -sottolinea Sonia Alfano- dato che continua ad appellare Mangano quale eroe, e come dimostrato dalla condanna emessa nei suoi confronti lo emula con successo, speriamo subisca lo stesso destino e si ritrovi presto dietro le sbarre, ambiente sicuramente maggiormente congeniale al suo pensiero filo-mafioso. Lui consiglia di rileggere ‘I fratelli Karamazov‘? Io consiglio a lui e ai suoi festanti colleghi di partito di rileggere Sciascia -conclude- per capire la differenza tra uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraquà“.Scritto da Redazione On 29.06.10
Sonia Alfano: Gerlando Alberti Jr. deve scontare ...
Palermo, 9 Giu. "La si smetta di girare intorno alla vicenda della carcerazione di Gerlando Alberti Jr.; è stato condannato all'ergastolo con sentenza definitiva e deve scontare la sua pena in carcere". Lo dice Sonia Alfano, Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia. Al boss erano stati concessi gli arresti domiciliari dal tribunale di Sorveglianza di Bologna per motivi di salute, ma la Cassazione aveva annullato il provvedimento in virtù della mancanza di una perizia d’ufficio sulle effettive condizioni di salute del mafioso. Adesso il difensore di Gerlando Alberti Jr. ha fatto ricorso. "Se questa vicenda andrà avanti così reputeremo la giustizia italiana responsabile della sofferenza della famiglia di Graziella Campagna -sottolinea Sonia Alfano- che da oltre vent'anni attende di poter vedere l'assassino in carcere. In questa storia c'è del torbido e nessuno se ne occupa. E' ora di fare luce sui motivi per cui in tutti questi anni nessuno ha pagato per questo orrendo delitto".Scritto da Redazione On 09.06.10
Anniversario Falcone, Sonia Alfano, Indagini ...
Palermo, 22 Mag. “Il miglior modo per ricordare la figura del giudice Falcone e di chi insieme a lui ha perso la vita nella strage di Capaci, sarebbe quello di favorire le indagini sul fallito attentato all’Addaura e sulla stessa strage del 23 maggio 1992“. Lo dice Sonia Alfano, presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia. “Purtroppo sulla strage di Capaci e su tutto ciò che è avvenuto prima e dopo -dice Sonia Alfano- ci sono stati troppi depistaggi e troppe coperture. Il coinvolgimento nelle stragi del biennio 92-93 di pezzi dello Stato deviato è ormai sotto gli occhi di tutti -prosegue- e purtroppo con un Governo come questo, che insulta la memoria delle vittime e ha fatto delle leggi antimafia un sol boccone -sostiene la Alfano- sarà difficilissimo andare avanti con le indagini. Non possiamo che confidare nella caparbietà e nel grande spirito di abnegazione che caratterizzano i magistrati delle procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze. Questo Paese non ha bisogno di belle parole -sottolinea Sonia Alfano- ma ha bisogno di ripartire da lì, dalla verità sulle stragi e dall’indignazione di chi non accetta l’attuale stato di cose, che non garantisce giustizia ai cittadini -conclude- bensì assicura una vergognosa impunità a chi di quelle stragi è stato ideatore e promotore“.Scritto da Redazione On 22.05.10
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Le Vostre Mail
La vostre mail in ricordo di Giuseppe Gatì
Questa la mail di Giuseppe che, tramite Irene, ha voluto fosse recapitata alla nostra associazione."Ciao Irene, mi permetto di darti del tu e di risponderti tramite messaggio privato, ma lo ritengo un dovere quasi morale o etico, non saprei dirti di preciso. Ti ringrazio per averci informati della tristissima perdita di Giuseppe Gatì, anche io non sapevo molto di lui, avevo giusto visto un paio di giorni fa il suo video sul blog di Piero Ricca e sulla Repubblica, e ne ero rimasto colpito, il coraggio, la forza, la giovane età e soprattutto il fatto che era praticamente quasi solo in mezzo ad un branco di lupi, per urlare a testa alta il suo sdegno, il nostro sdegno, subendone le conseguenze sulla sua pelle. Io ho 20 anni, studio e ho tanti problemi ma se c'è una cosa che non riesco a fare è provare indifferenza, è restare in silenzio almeno nel piccolo per ora, ho bisogno di sapere, di conoscere, di informarmi, ora, come non ho mai fatto, prima che sia troppo tardi. Purtroppo intorno a me » Leggi tutto
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Graziella Campagna aveva diciassette anni quando fu ammazzata a Forte Campone, una collina sopra Messina. Era nata il 3 luglio del 1968 e faceva la stiratrice nella lavanderia la “Regina”, a Villafranca Tirrena. Guadagnava 150mila lire al mese, al nero, e così aiutava la famiglia: padre, madre e 7 fra fratelli e sorelle. La sera del 12 dicembre del 1985, intorno alle 20, mentre aspettava l’autobus che l’avrebbe riportata a casa, a Saponara, fu caricata sopra
E’ stato un poliziotto italiano ucciso per mano mafiosa il 14 novembre del 1992 a Palermo. Insieme ad alcuni grandi nomi dell’antimafia della questura di Palermo, tra cui il Commissario Ninni Cassarà, si dedicò alla ricerca di pericolosi latitanti mafiosi nascosti nella città di Palermo ed in particolare nel quartiere di Ciaculli, feudo incontrastato del “papa”, Michele Greco. Calogero Zucchetto perlustrava con il suo mororino, pagando 




