I Familiari Scrivono
Questa è la mia terra e io la difendo, e tu?
di Sonia Alfano“AAA giovani italiani onesti che vogliono lottare per i loro diritti e per la loro terra, in maniera forte ma pulita, cercasi (astenersi perditempo)”.
31 Gennaio 2010: poteva essere una giornata come tante, una tranquilla domenica da passare in famiglia, invece, per me e per tanti altri, oggi è una giornata particolare perchè è il primo anniversario della morte di Giuseppe Gatì.
Ho conosciuto Giuseppe nel gennaio del 2008, a Palermo, alla presentazione di un libro di Marco Travaglio e da quel giorno siamo rimasti in contatto. Sono rimasta subito colpita dal suo aspetto pulito e dai suoi occhi sinceri, occhi che sempre più spesso diventa una rarità incrociare.
Ognuno di noi ha nella vita i suoi ideali: Giuseppe era semplice ma “incazzato”, la sua voglia di fare era indipendente dalle logiche politiche, semplicemente era legatissimo alla sua terra, tanto che il nome del suo blog era “Questa è la mia terra e io la difendo, e tu?”.
Frase che, ormai, è diventata uno slogan tra i » Leggi tutto
Articoli
Fratelli ingombranti nelle logge massoniche di Barcellona P.G.
di Antonio Mazzeo
Maurizio Marchetta era l’enfant prodige della politica e dell’imprenditoria locale, perlomeno sino alla deflagrazione dell’inchiesta “Omega”, nel luglio 2003, quella sullo strapotere della criminalità organizzata nella realizzazione delle opere pubbliche nella provincia di Messina. Architetto, titolare dell’impresa di costruzioni Cogemar, nel 2001 Marchetta ascese alla vicepresidenza » Leggi tutto
Talpe Dda, Cuffaro condannato a 7 anni in appello "L'ex governatore ha favorito Cosa Nostra"
PALERMO - L'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, ora senatore dell'Udc, è stato condannato, in appello, a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato dall'avere agevolato Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. In primo grado i giudici avevano escluso la sussistenza dell'aggravante mafiosa e avevano condannato il » Leggi tutto
Commemorazione Attilio Manca - 12 Febbraio 2010 VITERBO
12 Febbraio 2010 - Viterbo
Ore 15:00 Corteo dalla Prefettura di Viterbo al palazzo della Provincia
Piazza del Plebiscito – Presso il Comune
Ore 16:00 Incontro dibattito presso la sala conferenza della Provincia di Viterbo - Via Aurelio Saffi, 49

Interverranno:
Sonia Alfano
Presidente dell' Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia
Sen. Giuseppe Lumia
Senatore della Repubblica. Componente della Commissione Parlamentare Antimafia
Avv. Fabio Repici
Avv. Familiari di Attlio Manca
Serenetta Monti
Associazione Grilli del Pigneto
Interverranno i familiari di Attilio Manca e Associazioni impegnate nella società civile
Moderatore: Valeria Bonanno
Scritto da Redazione On 04.02.10
Associazione Nazionale Familiari Vittime ...
"Siamo stanchi di aspettare un'equiparazione che avrebbe dovuto essere messa in atto già molto tempo addietro" afferma Il Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia Sonia Alfano. "Ricordo al Ministro Maroni che nel novembre del 2007, incatenati ai cancelli della prefettura di Palermo, c'erano i familiari delle vittime di mafia, ad aspettare non la solidarietà istituzionale bensì delle risposte chiare e definitive sull'equiparazione tra vittime di mafia e del dovere e vittime del terrorismo. Ricordo inoltre al Ministro Maroni - prosegue Sonia Alfano - che nel 2008 il sottosegretario Mantovano ha ricevuto una delegazione dell'Associazione dei Familiari Vittime di Mafia, e ha promesso l'istituzione di un tavolo tecnico in merito a questa scandalosa disparità. Da quel giorno non abbiamo più avuto notizie di alcun genere e non siamo mai stati invitati ad alcun tavolo tecnico. Adesso non è più tempo di aspettare, e chiediamo al Ministro Maroni di riceverci entro un mese, altrimenti saremo costretti a tornare alle nostre consuete proteste, che - conclude il Presidente dell'Associazione - in un paese civile non avrebbero motivo di esistere, perchè i familiari delle vittime di mafia sarebbero destinatari di grande rispetto, certo non di questa indifferenza o supponenza".Scritto da Redazione On 02.02.10
Questa è la mia terra e io la difendo, e ...
di Sonia Alfano“AAA giovani italiani onesti che vogliono lottare per i loro diritti e per la loro terra, in maniera forte ma pulita, cercasi (astenersi perditempo)”.
31 Gennaio 2010: poteva essere una giornata come tante, una tranquilla domenica da passare in famiglia, invece, per me e per tanti altri, oggi è una giornata particolare perchè è il primo anniversario della morte di Giuseppe Gatì.
Ho conosciuto Giuseppe nel gennaio del 2008, a Palermo, alla presentazione di un libro di Marco Travaglio e da quel giorno siamo rimasti in contatto. Sono rimasta subito colpita dal suo aspetto pulito e dai suoi occhi sinceri, occhi che sempre più spesso diventa una rarità incrociare.
Ognuno di noi ha nella vita i suoi ideali: Giuseppe era semplice ma “incazzato”, la sua voglia di fare era indipendente dalle logiche politiche, semplicemente era legatissimo alla sua terra, tanto che il nome del suo blog era “Questa è la mia terra e io la difendo, e tu?”.
Frase che, ormai, è diventata uno slogan tra i giovani. Viene ripresa e circola in rete tra quelli che ricordano Giuseppe come un esempio al quale ispirarsi.
Di lui mi piaceva il suo non lasciarsi fermare dai chilometri o da una macchina troppo vecchia per girare la Sicilia; lo incontravo in giro per la nostra regione, vedevo spuntare tra la folla il suo berretto e ogni volta era una piacevole sorpresa.
Non dimenticherò mai la sua telefonata dopo la contestazione a Vittorio Sgarbi. Era spaventato ed agitato. Io cercai in tutti i modi di calmarlo, restammo tutta la notte a parlare perchè attendevo che mi inviasse il video della contestazione. Mi raccontò che era stato rinchiuso in una stanza per ore, intimidito e strattonato da uomini della Polizia Municipale e sedicenti poliziotti in borghese. Le principali paure erano quelle di aver messo nei guai il padre e di ricevere una notifica di querela e io gli assicurai che, se così fosse stato, gli avrei messo a disposizione un avvocato. Per aiutarlo a superare la paura chiamai anche Beppe Grillo e lo invitai ad occuparsi della vicenda. Beppe pubblicò il video sul suo blog e l'Italia conobbe Giuseppe Gatì.
La contestazione a Sgarbi rimarrà impressa nelle nostre menti. Quella è stata una delle occasioni in cui Giuseppe ha dimostrato il grande coraggio e la grande forza per cui adesso lo ricordiamo.
Non fece altrettanto scalpore la sua morte.
Quasi un mese dopo, alla manifestazione “Io so”, organizzata a Piazza Farnese dall'Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia, lo portammo come esempio... tre giorni dopo arrivò la terribile notizia, Giuseppe se n'era andato. Se n'era andato mentre lavorava.
Non potrò mai dimenticare la sensazione provata in quel momento, il senso di impotenza e di vuoto.
Mi manca tantissimo. Mi manca vederlo spuntare tra la folla, mi manca la sua energia, la sua voglia di cambiare questa terra, il suo coraggio. Mi sono molto legata a lui per la sua voglia di lottare e l'ho sempre portato come esempio agli altri ragazzi.
Fortunatamente, nel corso di quest'anno ho conosciuto tantissimi giovani che hanno condiviso con me un percorso. Molti, per esempio, sono venuti in pullman da tutta Italia alla commemorazione di mio padre. Spero di conoscerne sempre di più...questo Paese ha bisogno di tanti piccoli grandi Giuseppe Gatì!
I giovani non devono essere solo il nostro futuro, ma anche il nostro presente!
Scritto da Redazione On 31.01.10
Mafia: Sonia Alfano, Cdm a Reggio, ma Governo ...
"La Confesercenti ha presentato il rapporto Sos Impresa secondo il quale il fatturato della mafia, nel 2009, ammonta a circa 135 miliardi di euro, e il Ministro Maroni presenta al CdM a Reggio Calabria le sue soluzioni al problema, fatte di provvedimenti assolutamente insoddisfacenti" afferma il Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia Sonia Alfano. "Il sequestro dei beni è una pratica utile, ma il merito delle confische è di magistrati e forze dell'ordine, non del Governo – prosegue la Alfano – che sta presentando e approvando delle leggi, a cominciare dallo scudo fiscale per finire con la messa all'asta degli stessi beni sequestrati ai boss, che legittimano l'operato delle organizzazioni criminali. Giorno dopo giorno – sottolinea Sonia Alfano – questo esecutivo sta dimostrando, con le sue proposte e i suoi attacchi alla magistratura, che la lotta alla mafia non è una priorità, e sta distruggendo tutto quello per cui i martiri di questo Paese hanno versato il proprio sangue. Dovrebbe chiedersi, il Premier, che oggi ha vantato promesse mantenute, come mai la magistratura è in rivolta e diserterà l'aula durante l'intervento del Governo all'inaugurazione dell'anno giudiziario. In un Paese civile queste cose non succedono. Berlusconi oggi ha dichiarato che con una riduzione di immigrati ci sarebbe anche una riduzione dei reati; questo concetto serve esclusivamente ad alimentare un clima di odio, le sue parole incitano al razzismo. Non dia la colpa agli immigrati se l'Italia è in mano alle mafie e alla criminalità. Lui – conclude - ha la cittadinanza italiana, eppure ha una miriade di processi in corso e si sottrae puntualmente alla giustizia, penalizzando il Paese in modo irreversibile".Scritto da Redazione On 28.01.10
NO AL PROCESSO BREVE - Familiari Vittime ...
di Familiari Vittime Casa dello Studente
Chiediamo alle cittadine e ai cittadini italiani di opporsi al DL sul processo breve, già' passato al Senato il 20 Gennaio, che vanificherebbe il diritto alla chiarezza e alla giustizia , un diritto che ci riguarda tutti. Quel provvedimento “rischia di mettere in ginocchio la già' disastrata macchina giudiziaria” ha detto il presidente dell' ANM Luca Palamara nel corso di un' intervista a Skytg24. E non solo. Esso “non da' giustizia alle vittime dei reati e garantisce l'impunita' a chi ha commesso fatti delittuosi”. Se venisse approvata questa norma molti processi verrebbero falcidiati. Cosi' accadrebbe non solo per i processi in corso che riguardano il presidente del Consiglio (Mills, compravendita dei diritti TV ecc...) ma, ed e' molto più' grave, per decine di migliaia di procedimenti, i crack di Parmalat e Cirio, la scalata ala Banca Antonveneta e BNL, le morti bianche alla Thyssen, i morti per l'amianto, le vittime della clinica Santa Rita a Milano. E poi reati contabili e societari. Stessa sorte per inchieste complesse in corso di svolgimento a L'Aquila, come quello per il crollo della Casa dello Studente e del Convitto Nazionale, ma anche per i crolli di altri numerosissimi palazzi, tomba di decine e decine di persone, rispetto ai quali devono ancora prendere avvio le inchieste.
Si indaga, per i primi due crolli, per omicidio e disastro colposo, reati puniti da Codice con una pena fino a 10 anni. In questo modo le inchieste rientrerebbero nel processo breve e sarebbero destinate a perdersi per strada. Il risultato? Resterebbero impuniti i colpevoli e coloro che sono stati colpiti da lutti strazianti ed non medicabili non avranno più' giustizia. Fissare tempi contingentati per celebrare le cause, senza fornire strumenti e risorse alle procure, significa condannare alla prescrizione dei processi importanti. La lunghezza degli stessi va' imputata sia alle mancanze di risorse per poterli celebrare in maniera più' efficiente, sia alla mancanza di una legislazione che possa realmente snellirli. E' di queste settimane la notizia di un provvedimento del ministro Alfano circa tagli sul personale giudiziario che andranno ad interessare i maniera rilevante anche il tribunale de L'Aquila. Che senso ha una scelta del genere specie per quanto riguarda la Procura de L'Aquila, che sta affrontando una enorme mole di lavoro in un contesto di assoluta criticità'? Come si pensa di accelerare l'iter dei processi se si riducono risorse umane? Chiediamo a tutti coloro che nel nostro Paese hanno a cuore la giustizia di mobilitarsi e di essere al nostro fianco affinché' venga scongiurata quella che l'Associazione Nazionale Magistrati ha definito “una tragedia per il mondo del diritto” .
Familiari Vittime Casa dello Studente
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Scritto da Redazione On 25.01.10
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Pippo ricorda Calogero Zucchetto
Spett. Associazione,trasmetto un mio ricordo affettuoso di Lillo.
Proprio oggi 2 novembre, voglio ricordare un amico, un ragazzo che non ebbi modo di conoscere a fondo, ma bastarono pochi giorni di lavoro insieme per rendermi conto di essermi trovato davanti a un giovane davvero eccezionale. Si chiamava Calogero Zucchetto, per noi tutti Lillo.
Inizierò il suo ricordo da oggi per giungere al 14 novembre, giorno in cui fu assassinato da Cosa Nostra. Ventisette anni fa, il destino mi fece incontrare un ragazzo dolcissimo, elegante, non solo nell’abbigliamento ma nei tratti del viso e nel carattere. Il caso volle, (per la verità Lillo chiese fortemente di cambiare pattuglia per un motivo molto serio che di seguito mi confidò) che egli transitasse nella mia pattuglia: entrambi eravamo in servizio alla Squadra Mobile di Palermo, nella sezione Investigativa di Cassarà.
Quella mattina 2 novembre di 27 anni fa, io e Lillo in servizio d’appostamento sul costone della montagna di Gibilrossa, ci accorgemmo che un » Leggi tutto
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La storia dell' agente di polizia, Nino Agostino, ucciso il 5 agosto del 1989 a Villagrazia di Carini, insieme alla moglie Ida Castellucci, in cinta di cinque mesi di una bambina, è certamente una delle più drammatiche ed oscure vicende della storia di un' Italia retta, allora come adesso, da poteri deviati e da un' antistato che troppo spesso diviene Stato.
Antonino Scopelliti, “ninuzzo” per gli amici, era un magistrato calabrese, nato e cresciuto a Campo Calabro, prima di trasferirsi a Milano e poi Roma dove divenne sostituto Procuratore generale presso la Suprema Corte di Cassazione, dove era considerato il numero uno dei sostituti procuratori generali. Un garante del diritto, non “ammazzava le sentenze”: Scopelliti era uno di quelli che le condanne spesso chiedeva di 




