Skip to Menu Skip to Content Skip to Footer

Cerca

Saturday, Jan 28th

MAFIA, SONIA ALFANO: “ASPETTIAMO GIUSTIZIA PER IGNAZIO ALOISI”


PALERMO, 26 GEN. - “Sono passati 21 anni da quel giorno in cui Ignazio Aloisi, mentre tornava a casa una domenica pomeriggio insieme a Donatella, sua figlia quattordicenne, veniva freddato con due colpi di pistola (un terzo proiettile lo mancava). Oggi Donatella e la sua famiglia stanno ancora aspettando giustizia. Ignazio Aloisi non è mai stato riconosciuto quale vittima innocente della » Leggi tutto

ANNIVERSARIO M. FRANCESE, SONIA ALFANO: “SUA STORIA SERVE A CAPIRE IMPORTANZA DI INDIPENDENZA E COERENZA”


PALERMO, 25 GEN. - “Il ricordo dei giornalisti uccisi dalla mafia deve servire da faro e da esempio per chi oggi decide di fare informazione. Storie di uomini come Mario Francese, che fece dell’inchiesta una ragione di vita e dimostrò ampiamente il valore civile del giornalismo, devono essere per gli operatori dell’informazione di oggi lo strumento per capire la necessità della » Leggi tutto

ANNIVERSARIO CIACCIO MONTALTO, SONIA ALFANO: “ONORARNE MEMORIA DENUNCIANDO RAPPORTI MAFIA-POLITICA”


PALERMO, 24 GEN. - Gian Giacomo Ciaccio Montalto appartiene a quella lunga schiera di uomini uccisi per aver intuito e denunciato i rapporti di Cosa Nostra con le istituzioni deviate e la politica. Aveva solo 41 anni quando fu crivellato di colpi in auto, per strada, da solo. All’inizio degli anni ottanta, a Trapani, dove Ciaccio Montalto svolgeva servizio, si diceva che la mafia non » Leggi tutto

Ultimi Comunicati Stampa

  • Previous
  • Next
  • Stop
  • Play

Presentazione di "La zona d'ombra"
Camera dei Deputati 7 giugno 2011
 

Date e nomi da non dimenticare

28 gennaio 1946 - Vincenzo Amenduni, Fiorentino Bonfiglio, Mario Boscone, Emanuele Greco, Giovanni La Brocca, Vittorio Levico, Pietro Loria, Mario Spampinato


……………..dopo la seconda guerra mondiale, la Sicilia era caratterizzata da fenomeni criminali diffusi noti con il nome di “Banditismo”. Storici locali, con particolare riguardo   Giacomo Tulumello ed il giornalista del  “La Sicilia” Giuseppe Gennaro parlarono dell’eccidio riuscendo, nonostante le scarse informazioni esistenti al  riguardo, a fornire utili e dettagliati particolari che oggi consentono di ricostruire ciò che accadde in questa area geografica siciliana.

In particolare il brigadiere Vincenzo Amenduni, i carabinieri Vittorio Levio, Emanuele Greco, Pietro Loria e Mario Boscone, tutti appartenenti alla caserma “Feudo Nobile” della Compagnia di Gela, durante un servizio di pattuglia del territorio, in zona Convissuto, furono assaliti da un gruppo di banditi ben armati facenti capo a consorterie criminali operanti nel niscemese i quali, riusciti a bloccare e sequestrare i militari, operavano un assalto anche alla caserma di Feudo Nobile riuscendo, dopo un cruento conflitto a fuoco, a sopraffare i carabinieri  Mario Spampinato, » Leggi tutto 

Comunicati

MAFIA, SONIA ALFANO: “ASPETTIAMO GIUSTIZIA PER IGNAZIO ALOISI”


PALERMO, 26 GEN. - “Sono passati 21 anni da quel giorno in cui Ignazio Aloisi, mentre tornava a casa una domenica pomeriggio insieme a Donatella, sua figlia quattordicenne, veniva freddato con due colpi di pistola (un terzo proiettile lo mancava). Oggi Donatella e la sua famiglia stanno ancora aspettando giustizia. Ignazio Aloisi non è mai stato riconosciuto quale vittima innocente della mafia. Il suo sacrificio, per lo Stato italiano, è ancora oggi uno dei tanti. Invece si tratta di assassinio mafioso compiuto in una terra di omertà nella quale Aloisi si era distinto per il suo coraggio e il suo amore per la verità e la giustizia. Relegarlo all’oblio significherebbe negare tutto questo”.

Lo ha il Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, Sonia Alfano, ricordando l’anniversario dell’omicidio della guardia giurata Ignazio Aloisi, avvenuto il 27 gennaio del 1991 nei pressi dello stadio “Celeste” di Messina. Aloisi fu eliminato per aver testimoniato al processo su una rapina al portavalori sul quale prestava servizio. Il » Leggi tutto 

Articoli

Processo al corvo barcellonese


di Fabio Repici
La settimana scorsa la notizia mi la lasciato disorientato. Nell’apprendere che i pubblici ministeri di Reggio Calabria hanno individuato nel Procuratore generale di Messina, Antonio Franco Cassata, il responsabile del dossier anonimo con cui si era tentato per l’ennesima volta di infangare Adolfo Parmaliana, a quasi un anno dalla sua morte, mi sono scorsi rapidamente davanti agli occhi i fatti degli ultimi tre anni, con un senso di amarezza insopportabile.
Più di tre anni. Era il mese di agosto 2008 quando » Leggi tutto 

Beppe Alfano e i suoi falsi amici

 
di Sonia Alfano 
 
Il vicepresidente del Senato Domenico Nania, come ogni anno, mio malgrado, ha diffuso una nota per l’anniversario dell’omicidio di mio padre:

“Ricorre oggi il diciannovesimo anniversario dell’uccisione del giornalista e amico Beppe Alfano e come ogni anno, Barcellona Pozzo di Gotto lo ricorda per il suo impegno politico oltre che giornalistico. La sua figura e la sua memoria continua a vivere in chi ebbe il piacere di incontrarlo, di conoscerlo o di apprezzarne le battaglie giornalistiche contro la mafia. Un cronista coraggioso che ha pagato con la propria vita la libertá d’informazione e che l’amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto ricorda ogni anno dall’8 gennaio 2002 e al quale ha intitolato l’ex piazza Trento”

Ora, sulla figura di mio padre non avrei certo voglia di impegnarmi in tenzoni polemiche di sorta. Tuttavia, proprio per doveroso rispetto di mio padre, non posso rimanere silente davanti alle parole del senatore Nania, che suonano peggio di una moneta falsa. Egli, in tutti questi anni, avrebbe avuto in più occasioni la possibilità di difendere o di onorare sinceramente la memoria di Beppe Alfano e non l’ha mai fatto. Il suo opportunistico “ricordo” si limita a un comunicato stampa in occasione dell’8 gennaio. Non l’ho mai visto in tribunale né l’ho mai sentito rivendicare pubblicamente (e nemmeno privatamente) verità e giustizia per questo delitto, le cui responsabilità di vertice devono ancora essere riconosciute in sede giudiziaria.

Non l’ho mai sentito pronunciare una sola parola di sincero rammarico per avere egli candidato nel 1985 al Consiglio comunale nelle liste dell’allora Msi-Dn quel criminale che risponde al nome del boss Giuseppe Gullotti e che oggi si trova al 41 bis per l’assassinio di mio padre. E nemmeno gli ho mai sentito dire alcunché (paura? ignavia? addirittura solidarietà?) su Rosario Pio Cattafi, il cui pericoloso ruolo criminale rappresenta una pesantissima zavorra sulla vita civile di Barcellona Pozzo di Gotto.
La figura di mio padre continua a vivere nelle azioni e nelle battaglie che ha portato avanti, e nei cuori e nei ricordi dei suoi familiari e certamente non in quelli di falsi amici che non hanno fatto nulla per scongiurarne il sacrificio e che coi loro pavidi o complici silenzi hanno contribuito a creare le condizioni perché potessero essere praticati depistaggi in sede giudiziaria e investigativa.

Riguardo, poi, ai presunti “meriti” dell’amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, non dovrei certo essere io a ricordare a Domenico Nania che a quella annuale commemorazione di mio padre noi familiari non siamo mai stati invitati. E quanto all’intitolazione della piazza, curiosamente io non ne ho contezza, e non credo che ciò dipenda da mia colpa: nessuno ci ha mai comunicato l’intitolazione di uno spazio a mio padre (in genere, quando un Comune decide di dedicare una via o una piazza, noi familiari, come credo sia giusto, riceviamo comunicazione e invito all’inaugurazione), né ho visto una targa con la scritta “Piazza Beppe Alfano”. Quella di cui parla Nania risulta essere ancora, agli occhi di chiunque passi di lì, Piazza Trento.Ed è la piazza sulla cui pavimentazione qualche tempo fa ignoti scrissero “W la mafia”, senza che il sindaco Candeloro Nania, cugino e sodale del senatore omonimo, battesse ciglio per giorni. La scritta venne cancellata giorni dopo da alcuni miei parenti.

Passato l’8 gennaio, Nania e i suoi seguaci possono nuovamente dedicare un anno di silenzi alla memoria di mio padre. Mi auguro che il prossimo 8 gennaio quei silenzi proseguano coerentemente, senza ipocrisie.

Scritto da Redazione On 09.01.12

 

Paolo Borsellino

E' stato un magistrato italiano ed uno dei migliori uomini che la nazione abbia mai conosciuto. Nasce a Palermo il 19 gennaio del 1940 nel quartiere della Magione. I suoi genitori sono due farmacisti con simpatie di destra e con un forte senso della patria. Frequenta il Liceo Classico "Meli" e succesisivamente la facoltà di Giurisprudenza dell'ateneo palermitano. Nel 1959 si iscrive al FUAN, Fronte Unitario di Azione Nazionale, e ben presto viene » Leggi tutto

Adolfo Parmaliana

Il 2 ottobre 2008 si ammazza in Sicilia Adolfo Parmaliana, cinquantenne professore di chimica industriale all’università di Messina, considerato uno dei massimi esperti internazionali nella ricerca delle nuove fonti di energia rinnovabile. All’impegno accademico Parmaliana ha unito per trent’anni un accanito impegno civile. Iscritto giovanissimo al Pci, ha difeso le ragioni della legalità, della correttezza, del » Leggi tutto

Graziella Campagna

Graziella Campagna aveva diciassette anni quando fu ammazzata a Forte Campone, una collina sopra Messina. Era nata il 3 luglio del 1968 e faceva la stiratrice nella lavanderia la “Regina”, a Villafranca Tirrena. Guadagnava 150mila lire al mese, al nero, e così aiutava la famiglia: padre, madre e 7 fra fratelli e sorelle. La sera del 12 dicembre del 1985, intorno alle 20, mentre aspettava l’autobus che l’avrebbe riportata a casa, a Saponara, fu caricata sopra » Leggi tutto

Le Nostre Storie

  • Previous
  • Next
  • Stop
  • Play

Le Vostre Mail

NO AL PROCESSO BREVE - Familiari Vittime Casa dello Studente

di Familiari Vittime Casa dello Studente


Chiediamo alle cittadine e ai cittadini italiani di opporsi al DL sul processo breve, già' passato al Senato il 20 Gennaio, che vanificherebbe il diritto alla chiarezza e alla giustizia , un diritto che ci riguarda tutti. Quel provvedimento “rischia di mettere in ginocchio la già' disastrata macchina giudiziaria” ha detto il presidente dell' ANM Luca Palamara nel corso di un' intervista a Skytg24. E non solo. Esso “non da' giustizia alle vittime dei reati e garantisce l'impunita' a chi ha commesso fatti delittuosi”. Se venisse approvata questa norma molti processi verrebbero falcidiati. Cosi' accadrebbe non solo per i processi in corso che riguardano il presidente del Consiglio (Mills, compravendita dei diritti TV ecc...) ma, ed e' molto più' grave, per decine di migliaia di procedimenti, i crack di Parmalat e Cirio, la scalata ala Banca Antonveneta e BNL, le morti bianche alla Thyssen, i morti per l'amianto, le vittime della clinica Santa Rita a Milano. E poi reati contabili e societari. Stessa sorte per » Leggi tutto 

I Familiari Scrivono

Il 17 marzo a Napoli, 150 proposte per l’Italia

di Sonia Alfano

Il 17 marzo celebreremo il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Lo faremo a Napoli, perla del Sud, la Napoli delle “4 giornate”, la città resistente, figlia e madre di un popolo speciale e unico che per troppo tempo è rimasto schiacciato dal potere politico-mafioso e che ora vuole rialzare la testa.

“150 proposte per l’Italia” è il titolo della nostra giornata, ed è il modo in cui intendiamo rilanciare la nostra nazione nel giorno dell’Unità: è la nostra cura per una madre bellissima che un gruppo di ciarlatani vuole considerare in fin di vita. Un evento cui hanno già aderito nomi e realtà importanti del mondo associativo e dei movimenti, del pianeta culturale e musicale. Un comitato organizzativo di valore che per la prima volta fa fronte comune: ne fanno parte l’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia e l’Unione dei familiari delle vittime per stragi (che unisce i familiari delle vittime della strage di Bologna, della strage di piazza Fontana, di piazza Della Loggia, » Leggi tutto 

Appuntamenti

Nessun evento

Newsletter

Iscriviti alla newsletter