I Familiari Scrivono
Questa è la mia terra e io la difendo, e tu?
di Sonia Alfano“AAA giovani italiani onesti che vogliono lottare per i loro diritti e per la loro terra, in maniera forte ma pulita, cercasi (astenersi perditempo)”.
31 Gennaio 2010: poteva essere una giornata come tante, una tranquilla domenica da passare in famiglia, invece, per me e per tanti altri, oggi è una giornata particolare perchè è il primo anniversario della morte di Giuseppe Gatì.
Ho conosciuto Giuseppe nel gennaio del 2008, a Palermo, alla presentazione di un libro di Marco Travaglio e da quel giorno siamo rimasti in contatto. Sono rimasta subito colpita dal suo aspetto pulito e dai suoi occhi sinceri, occhi che sempre più spesso diventa una rarità incrociare.
Ognuno di noi ha nella vita i suoi ideali: Giuseppe era semplice ma “incazzato”, la sua voglia di fare era indipendente dalle logiche politiche, semplicemente era legatissimo alla sua terra, tanto che il nome del suo blog era “Questa è la mia terra e io la difendo, e tu?”.
Frase che, ormai, è diventata uno slogan tra i » Leggi tutto
Articoli
No Mafia Day
L'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia aderisce alla manifestazione "No Mafia Day" del 13 Marzo 2010, che si svolgerà a Reggio Calabria.
Mafia: trattativa, indagati generale Mori e De Donno
PALERMO, 4 MAR - Il generale Mario Mori e Giuseppe De Donno sono indagati con Riina, Provenzano e Cina' per la trattativa tra Cosa nostra e lo Stato. Mori era vicecomandante dei reparti speciali dei carabinieri, nonche' ex direttore del servizio segreto civile, De Donno il suo braccio destro. Sono accusati di violenza o minaccia a un corpo politico amministrativo o » Leggi tutto
La lupara bianca
Lettera ricevuta dal Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia Sonia Alfano:
Non dico mai come te ne sei andato via. Ogni volta dico sempre una bugia diversa. Adesso è da qualche anno che ho imparato a raccontare la favola che sei morto in un incidente d'auto. Devo sempre raccontare una bugia diversa,la mia vita è un'eterna bugia e mia mamma...che gran donna!
E per proteggermi da chi e da cosa ancora non lo so, ma non mi ha mai detto con precisione cosa è accaduto. Come quella giornata che uscisti di casa e non tornasti più. Tu e tuo fratello mai più ritrovati. Guardo le foto e sei bellissimo. Sei il papà più bello del mondo, con quei tuoi occhi che mi guardano, c'è tanta tenerezza fra noi. Sei un papà che non ho mai conosciuto perchè ancora troppo piccola, a cui ho sempre voluto bene e avuto sempre la voglia di averti e inspiegabilmente ti ho sempre amato anche se non ti ho mai conosciuto.
Quante domande avrei voluto farti, quanto vorrei che un giorno conoscessi i tuoi nipotini.
Ho 26 anni e un giorno ho capito.. Tutti sanno ma nessuno parla. Non capivo e per tutta la mia infanzia credevo che tu te ne fossi andato perchè ero stata “monella” e ho avuto sempre un senso di colpa che ancora oggi mi porto. Ma tutt'ora non sono al corrente della verità e mai la saprò. Compresi da già piccolissima la parola MAFIA, una parola così corta ma che irrompe nei miei pensieri ogni momento. MAFIA. Qualcuno ti ha fatto sparire: “lupara bianca“ la chiamano. Nel lontano 1983 quando io nacqui tu eri un costruttore e a Palermo la maggior parte dei costruttori erano mafiosi (non che ora sia diverso)..chissà cosa hai detto, chissà cosa hai visto per meritarti la morte..e il silenzio del mio quartiere, tutti sanno ma nessuno parla.. “amici”, quelli che loro si definiscono, di mio padre, quando mi incontrano mi dicono che sanno ma che nessuno parla, e voi??? Voi parlate??? Nessuno potrà mai capire quanta rabbia ho nel cuore, una rabbia per la mia città fatta di omertà e per la mia Italia fatta di corruzione e scandali.
Un governo fondato sulla MAFIA.
Mafia: che brutta parola, eppure fa parte di me perché tu non ci sei più proprio per essa. Nessuno sa, nessuno parla, nessuno sente..intanto io ho lasciato questo schifo d'Italia da un pezzo e nessuno potrà mai capire quanto odio con il profondo del mio cuore questo Paese, e lo voglio gridare al mondo a voce alta che io odio l'omertà, che odio il silenzio, odio la mafia odio la giustizia Italia, odio i politici e odio l'Italia corrotta che c'è! Ma quando sono fuori mento che in fondo sono fiera di essere Italiana e che tu non ci sei più per un banale incidente, ma si sa la mia vita è un'eterna bugia...
L'autrice della lettera ci ha chiesto di pubblicarla in forma anonima, e noi rispettiamo la sua scelta.
Scritto da Redazione On 08.03.10
Sonia Alfano, Si faccia chiarezza su assegnazione ...
Palermo, 5 Mar. Alla luce di quanto emerso dalle denunce della trasmissione tv Striscia la notizia, sull'assegnazione da parte del Comune di Palermo dei beni confiscati alla mafia, Sonia Alfano, Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia, interviene attraverso una nota. "Chiedo si faccia chiarezza nel minor tempo possibile. Il regolamento non viene rispettato in nessuno dei suoi aspetti, e questo dimostra come la gestione dei beni confiscati alla mafia sia assolutamente incongruente con i principi che hanno portato a questa norma". "La priorità, per legge - sottolinea la Alfano - dovrebbe essere data alle famiglie in emergenza, e già qualche tempo fa la corrispondente di Striscia la notizia aveva segnalato al Comune di Palermo la grave situazione in cui versano i cittadini di Via Messina Montagne. A distanza di qualche settimana viene fuori tutta una serie di assegnazioni fatte a cooperative i cui presidenti, evidentemente fittizi, non sanno neanche di cosa si occupano". "Gridare allo scandalo mi sembra il minimo. Ogni giorno di più si da motivo ai cittadini di perdere fiducia nella politica. Già la proposta della maggioranza del Governo centrale di mettere all'asta i beni confiscati aveva scatenato una serie di giustificatissime reazioni; adesso, dopo queste ultime rivelazioni, si può solo dire di aver toccato il fondo". "Ho ricevuto inoltre - prosegue - segnalazioni di diverse associazioni che lamentano i vantaggi, perpetrati dalle istituzioni locali, di alcuni coordinamenti nazionali sulle piccole associazioni. Evidentemente - conclude Sonia Alfano - in questo Paese vige sempre la legge del più forte, anche nel mondo dell'antimafia".Scritto da Redazione On 05.03.10
Commemorazione Vaccaro Notte
Incontro commemorativo dei fratelli Vaccaro Notte.
L'appuntamento è per le 15.30 in via Manzoni 16 a Sant'Angelo Muxaro (AG)
Interverranno diversi familiari vittime di mafia, tra i quali il Presidente dell'Associazione Nazionale, Sonia Alfano.
Scritto da Redazione On 04.03.10
Associazione Nazionale Familiari Vittime ...
"Siamo stanchi di aspettare un'equiparazione che avrebbe dovuto essere messa in atto già molto tempo addietro" afferma Il Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia Sonia Alfano. "Ricordo al Ministro Maroni che nel novembre del 2007, incatenati ai cancelli della prefettura di Palermo, c'erano i familiari delle vittime di mafia, ad aspettare non la solidarietà istituzionale bensì delle risposte chiare e definitive sull'equiparazione tra vittime di mafia e del dovere e vittime del terrorismo. Ricordo inoltre al Ministro Maroni - prosegue Sonia Alfano - che nel 2008 il sottosegretario Mantovano ha ricevuto una delegazione dell'Associazione dei Familiari Vittime di Mafia, e ha promesso l'istituzione di un tavolo tecnico in merito a questa scandalosa disparità. Da quel giorno non abbiamo più avuto notizie di alcun genere e non siamo mai stati invitati ad alcun tavolo tecnico. Adesso non è più tempo di aspettare, e chiediamo al Ministro Maroni di riceverci entro un mese, altrimenti saremo costretti a tornare alle nostre consuete proteste, che - conclude il Presidente dell'Associazione - in un paese civile non avrebbero motivo di esistere, perchè i familiari delle vittime di mafia sarebbero destinatari di grande rispetto, certo non di questa indifferenza o supponenza".Scritto da Redazione On 02.02.10
Questa è la mia terra e io la difendo, e ...
di Sonia Alfano“AAA giovani italiani onesti che vogliono lottare per i loro diritti e per la loro terra, in maniera forte ma pulita, cercasi (astenersi perditempo)”.
31 Gennaio 2010: poteva essere una giornata come tante, una tranquilla domenica da passare in famiglia, invece, per me e per tanti altri, oggi è una giornata particolare perchè è il primo anniversario della morte di Giuseppe Gatì.
Ho conosciuto Giuseppe nel gennaio del 2008, a Palermo, alla presentazione di un libro di Marco Travaglio e da quel giorno siamo rimasti in contatto. Sono rimasta subito colpita dal suo aspetto pulito e dai suoi occhi sinceri, occhi che sempre più spesso diventa una rarità incrociare.
Ognuno di noi ha nella vita i suoi ideali: Giuseppe era semplice ma “incazzato”, la sua voglia di fare era indipendente dalle logiche politiche, semplicemente era legatissimo alla sua terra, tanto che il nome del suo blog era “Questa è la mia terra e io la difendo, e tu?”.
Frase che, ormai, è diventata uno slogan tra i giovani. Viene ripresa e circola in rete tra quelli che ricordano Giuseppe come un esempio al quale ispirarsi.
Di lui mi piaceva il suo non lasciarsi fermare dai chilometri o da una macchina troppo vecchia per girare la Sicilia; lo incontravo in giro per la nostra regione, vedevo spuntare tra la folla il suo berretto e ogni volta era una piacevole sorpresa.
Non dimenticherò mai la sua telefonata dopo la contestazione a Vittorio Sgarbi. Era spaventato ed agitato. Io cercai in tutti i modi di calmarlo, restammo tutta la notte a parlare perchè attendevo che mi inviasse il video della contestazione. Mi raccontò che era stato rinchiuso in una stanza per ore, intimidito e strattonato da uomini della Polizia Municipale e sedicenti poliziotti in borghese. Le principali paure erano quelle di aver messo nei guai il padre e di ricevere una notifica di querela e io gli assicurai che, se così fosse stato, gli avrei messo a disposizione un avvocato. Per aiutarlo a superare la paura chiamai anche Beppe Grillo e lo invitai ad occuparsi della vicenda. Beppe pubblicò il video sul suo blog e l'Italia conobbe Giuseppe Gatì.
La contestazione a Sgarbi rimarrà impressa nelle nostre menti. Quella è stata una delle occasioni in cui Giuseppe ha dimostrato il grande coraggio e la grande forza per cui adesso lo ricordiamo.
Non fece altrettanto scalpore la sua morte.
Quasi un mese dopo, alla manifestazione “Io so”, organizzata a Piazza Farnese dall'Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia, lo portammo come esempio... tre giorni dopo arrivò la terribile notizia, Giuseppe se n'era andato. Se n'era andato mentre lavorava.
Non potrò mai dimenticare la sensazione provata in quel momento, il senso di impotenza e di vuoto.
Mi manca tantissimo. Mi manca vederlo spuntare tra la folla, mi manca la sua energia, la sua voglia di cambiare questa terra, il suo coraggio. Mi sono molto legata a lui per la sua voglia di lottare e l'ho sempre portato come esempio agli altri ragazzi.
Fortunatamente, nel corso di quest'anno ho conosciuto tantissimi giovani che hanno condiviso con me un percorso. Molti, per esempio, sono venuti in pullman da tutta Italia alla commemorazione di mio padre. Spero di conoscerne sempre di più...questo Paese ha bisogno di tanti piccoli grandi Giuseppe Gatì!
I giovani non devono essere solo il nostro futuro, ma anche il nostro presente!
Scritto da Redazione On 31.01.10
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UN PENSIERO A CHI CI PROTEGGE VERAMENTE

Barcellona Pozzo di Gotto (ME), 20 gen. 2010
Oggi è il 20 gennaio, un giorno importante per Barcellona, oggi si festeggia il Santo Patrono San Sebastiano. Quindi, da rituale, come ogni anno,si va in chiesa con le proprie famiglie, si compra la giaurrina e la sera si va in piazza a festeggiare. Ma da qualche anno a questa parte sono cambiate molte cose, a cominciare dal fatto che la fede ha smesso di essere uno dei miei punti di riferimento ormai da tanto, anche se in realtà non lo è mai stato, quindi,per me, questo è un giorno come un altro. Potrebbe essere ugualmente una scusa per uscire e vedere gente, ma i volti che mi ritroverei davanti agli occhi non sarebbero volti simpatici, quindi io oggi me ne starò a casa, perché non ho nessuna intenzione di girare per le strade di Barcellona e incrociare i visi di persone come Antonio Franco Cassata and friends…
20 gennaio. Purtroppo mi » Leggi tutto
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Attilio Manca venne ritrovato cadavere il 12 febbraio 2004, verso le ore 11. Il suo corpo era riverso trasversalmente sul piumone del letto (il letto era intatto ed in ordine, come se non fosse andato a dormire), seminudo. Dal naso e dalla bocca era fuoriuscita un’ingente quantità di sangue, che aveva finito per provocare una pozzanghera sul pavimento. Dalle 




