Skip to Menu Skip to Content Skip to Footer

Cerca

Tuesday, Sep 23rd

Sonia Alfano: “Al Papa la nostra riconoscenza per le iniziative contro le mafie”

"Ho voluto esprimere la mia gratitudine a Papa Francesco facendogli dono di una copia della risoluzione del Parlamento Europeo su mafie, corruzione e riciclaggio di denaro, elaborata dalla Commissione Antimafia Europea": lo racconta Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia Europea e dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, presente alla veglia di preghiera presieduta » Leggi tutto

Sonia Alfano: “Morte di Attilio Manca, verità più vicina”

“Finalmente i riflettori dei mass media nazionali si sono accesi sulla morte di Attilio Manca: forse ci stiamo avvicinando alla verità su questa terribile vicenda che seguo da anni”: lo ha detto Sonia Alfano, eurodeputato del gruppo Alde, presidente della Commissione Antimafia Europea, alla vigilia del decimo anniversario della morte del medico di Barcellona, avvenuta a Viterbo. “Con il » Leggi tutto

Beppe Alfano, 21 anni dopo

I tanti misteri ancora da chiarire sui mandanti dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano e la condanna per mafia a 12 anni del boss barcellonese Rosario Pio Cattafi. Il punto sull’importante lavoro svolto in questi mesi dalla Commissione Antimafia del Parlamento Europeo, presieduta da Sonia Alfano. E un invito al governo italiano a potenziare realmente la Dia, il polo di eccellenza » Leggi tutto

Ultimi Comunicati Stampa

  • Previous
  • Next
  • Stop
  • Play
 

Date e nomi da non dimenticare

2 aprile - Barbara Rizzo e Savatore e Giuseppe Asta


Barbara Rizzo, in Asta, è stata brutalmente assassinata nella Strage di Pizzolungo, (Erice) mentre accompagnava poco dopo le 8:35 del mattino, a scuola i suoi piccoli gemelli, Salvatore e Giuseppe, di soli sei anni uccisi anch'essi da un'autobomba destinata a colpire il magistrato Carlo Palermo. Solo per un caso, Margherita Asta[1], sorella dei due bambini, scampa all'attentato perché accompagnata a scuola da una vicina di casa. La mattina del 2 aprile del 1985, sulla strada statale che attraversa Pizzolungo, posizionata sul ciglio della strada statale, un'autobomba è pronta per l'attentato al sostituto procuratore Carlo Palermo che dalla casa dove alloggia a Bonagia si sta recando al palazzo di Giustizia di Trapani a bordo di una 132 blindata, seguito da una Fiat Ritmo di scorta non blindata. In prossimità dell'auto carica di tritolo l'auto di Carlo Palermo, supera una Volkswagen Scirocco guidata da Barbara Rizzo. » Leggi tutto 

Comunicati

Sonia Alfano: “Al Papa la nostra riconoscenza per le iniziative contro le mafie”

"Ho voluto esprimere la mia gratitudine a Papa Francesco facendogli dono di una copia della risoluzione del Parlamento Europeo su mafie, corruzione e riciclaggio di denaro, elaborata dalla Commissione Antimafia Europea": lo racconta Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia Europea e dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, presente alla veglia di preghiera presieduta dal Papa nella chiesa di san Gregorio VII a Roma. "E' importante che, anche da parte di una istituzione come il Parlamento Europeo, e quindi da noi cittadini europei, arrivi al Papa una testimonianza della nostra riconoscenza per le sue iniziative. L'affetto e la vicinanza che ci ha trasmesso Papa Francesco sono un segnale dal valore inestimabile, soprattutto per chi ha visto uccidere dalla mafia un proprio familiare. Da molti anni mancava una voce così forte e autorevole, che desse a noi familiari e alla società una speranza, perché sia fatta giustizia per queste morti violente. Oggi è come se Papa Francesco avesse voluto farsi carico delle nostre sofferenze e avesse voluto trasmetterci » Leggi tutto 

Articoli

Anniversario Spampinato: impegno per la libera informazione restituisce dignità a giornalisti uccisi

di Sonia Alfano< Oggi ricorre l’anniversario dell’uccisione di Giovanni Spampinato, uomo dalla schiena dritta che rappresenta uno straordinario esempio di libertà e correttezza. Assassinato per aver offerto alla collettività un servizio eccellente di informazione, per aver cercato e diffuso verità, Spampinato appartiene a quella categoria di vittime innocenti troppo spesso dimenticate e sottovalutate: i giornalisti. Non bastano, infatti, i premi alla memoria o le medaglie per rendere giustizia e questi uomini: l’impegno che » Leggi tutto 

Beppe Alfano, 21 anni dopo

I tanti misteri ancora da chiarire sui mandanti dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano e la condanna per mafia a 12 anni del boss barcellonese Rosario Pio Cattafi. Il punto sull’importante lavoro svolto in questi mesi dalla Commissione Antimafia del Parlamento Europeo, presieduta da Sonia Alfano. E un invito al governo italiano a potenziare realmente la Dia, il polo di eccellenza investigativa specializzata nel contrasto alle mafie e incaricata di vigilare contro il rischio di infiltrazioni dei clan negli appalti dell’Expo 2015 di Milano. Sono questi i temi scelti per ricordare mercoledì 8 gennaio, a Barcellona, 21 anni dopo, l’assassinio di Beppe Alfano. Una messa sarà celebrata nel Duomo di S. Maria Assunta, a Pozzo di Gotto, alle 15.30. Subito dopo, l’amministrazione comunale deporrà una corona in via Marconi, dove fu commesso il delitto. Poi, un confronto, alle 17, nella sala di rappresentanza del Comune, presso l’ex stazione ferroviaria (via Medaglia d’oro Stefano Cattafi), organizzato dall’Associazione Nazionale Familiari vittime di mafia e dal Comune di Barcellona. Interverranno: l’eurodeputato Sonia Alfano, presidente della Crim (la Commissione speciale sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro del Parlamento Europeo); il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico; il direttore della Dia, Arturo De Felice; il procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita; il senatore Giuseppe Lumia; l’avvocato Fabio Repici e il sindaco di Barcellona, Maria Teresa Collica. La messa, la deposizione della corona di fiori e il dibattito sono quindi gli appuntamenti pubblici per ricordare il cronista de La Sicilia ucciso a soli 47 anni per le proprie inchieste giornalistiche sulla mafia e sui suoi legami con il potere. Saranno presenti la moglie di Alfano, Mimma Barbaro, e i tre figli Sonia, Fulvio, Chicco. “Ricorderemo mio padre ma soprattutto, ancora una volta, chiederemo verità e giustizia” dice Sonia Alfano. “Sebbene qualche passo avanti nelle indagini sia stato compiuto, noi stiamo ancora aspettando tutta la verità e lotteremo con tutte le nostre forze per averla. Non è un diritto soltanto nostro, ma di tutti coloro i quali credono nella giustizia. E’ un diritto di tutti i cittadini onesti”. Beppe Alfano, uno degli otto giornalisti uccisi in Sicilia dalla mafia, scriveva su La Sicilia. Prima di essere assassinato aveva raccontato la guerra tra cosche in corso nel Messinese, gli affari per i maxi-appalti per i lavori pubblici, gli scandali legati alle frodi di produttori agrumicoli che intascavano illegalmente i fondi europei. La massoneria, le collusioni con la criminalità. Un’ipotesi sul delitto l’ha fatta anche il collaboratore di giustizia Maurizio Avola, ex boss etneo: il giornalista è stato ucciso perché aveva scoperto che il boss catanese Nitto Santapaola, allora latitante, si nascondeva proprio a Barcellona Pozzo di Gotto, in via Trento, a pochi metri dalla sua abitazione. “La rivelazione sulla presenza di Santapaola a Barcellona è un fatto” aggiunge Sonia Alfano. “Mio padre ne aveva parlato, in mia presenza, a una persona che riteneva fidata: il magistrato Olindo Canali. Evidentemente, dato che questo spunto non è stato preso subito in considerazione nelle indagini per il suo omicidio, non era l’amico che credeva”. Beppe Alfano aveva anche più volte fatto, durante alcune trasmissioni in tv, una denuncia profetica: l’isolamento a cui era stato sottoposto il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa era stata la causa del suo omicidio. Qui di seguito l’indirizzo http://www.soniaalfano.it/wp-content/uploads/2014/01/Beppe-ALFANO.mp4 L’omicidio e la vicenda processuale Per il delitto di Beppe Alfano, allo stato, ci sono due condannati con sentenza definitiva. Il primo è Giuseppe Gullotti, condannato a 30 anni in qualità di organizzatore del delitto quale capo dell’ala militare della mafia di Barcellona. Gullotti, 54 anni, è stato riconosciuto colpevole dalla Corte di Cassazione dopo un lungo iter processuale. In primo grado, la Corte di Assise di Messina, il 15 maggio 1996, lo ha assolto. La Corte d’Assise di Appello di Messina, con la sentenza del 6 febbraio 1998, ha riformato il verdetto e ha condannato Gullotti a 30 anni di reclusione (la pena dell’ergastolo non era possibile perché il titolare dell’inchiesta, il pm Olindo Canali, non ha contestato l’aggravante della premeditazione). La Corte di Cassazione il 22 marzo 1999 ha rigettato il ricorso di Gullotti e la sua condanna è diventata irrevocabile. Il secondo condannato in Cassazione, a 21 anni e 6 mesi, è Antonino Merlino, in qualità di esecutore materiale del delitto. E’ stato riconosciuto colpevole in primo grado e in appello. La Cassazione, il 22 marzo 1999, ha annullato la condanna e disposto il rinvio per un nuovo giudizio davanti alla Corte di assise di appello di Reggio Calabria, che il 19 aprile 2002 lo ha assolto. Nel febbraio 2004 la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione e disposto un nuovo giudizio. La Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria ha condannato Merlino a 21 anni e 6 mesi nell’aprile 2005. La Cassazione ha confermato il verdetto, rendendo la condanna definitiva, nell’aprile 2006. I misteri aperti E’ ancora da chiarire dove sia finita l’arma utilizzata per il delitto di Beppe Alfano. Nel corso delle indagini – tutti questi passaggi sono agli atti -, il pm Canali si è fatto consegnare una pistola calibro 22 (del tipo di quello utilizzato dal killer di Alfano) legittimamente posseduta da un imprenditore di Terme Vigliatore, Mario Imbesi. Canali ha restituito la pistola una settimana dopo senza disporre alcun accertamento tecnico: già il “sequestro” dell’arma – come fatto notare in sede processuale la parte civile della famiglia Alfano – è avvenuto con modalità anomale; ancor più anomala la mancata consulenza balistica. Solo nel 2010, nell’ambito delle nuove indagini sui mandanti occulti dell’omicidio Alfano (condotte dalla Dda di Messina dal 2003 e, a seguito di vari rigetti di richieste di archiviazione, ancora in corso contro ignoti), è stato disposto un accertamento balistico che ha chiarito che l’arma di Imbesi non c’entrava niente col delitto Alfano. Un paio di anni fa, però, l’avvocato Repici (che rappresenta la parte civile Sonia Alfano) ha scoperto che l’imprenditore Imbesi, nel 1979, aveva ceduto un’arma identica a un industriale milanese amico del boss di Barcellona, Cattafi, e a quest’ultimo legato in affari e in attività illecite: Franco Mariani. Negli anni Ottanta, Cattafi e Mariani erano stati indagati dal pm di Milano, Francesco Di Maggio, che aveva come uditore giudiziario proprio Olindo Canali. Di quest’arma “gemella”, anche questo è stato scoperto dalle ultime indagini sul delitto Alfano, risulta che Imbesi avesse riferito a Canali subito dopo il “sequestro” della sua arma; Canali però, ancora una volta, non fece alcun accertamento. Grazie alle richieste di nuovi accertamenti avanzate dalla parte civile Alfano, si è scoperto così che nel 1999 è stata presentata da Mariani una denuncia di sparizione di quell’arma. Di fatto nessuno sa che fine abbia fatto il revolver di Mariani. Resta anche da chiarire come mai nell’agenda dell’ex comandante del Ros dei carabinieri, Mario Mori, il 27 febbraio 1993 c’è traccia di una riunione nella sede del Ros di Roma: fra i presenti Mori, Di Maggio, Canali e alcuni appartenenti al Ros di Messina. Argomento: il delitto di Beppe Alfano. Di questa riunione non c’è traccia negli atti delle inchieste.

Scritto da Redazione On 07.01.14

 

Lettera-appello alla RAI per “La bellezza ...

La Rai ha deciso di chiudere la trasmissione radiofonica “La bellezza contro le mafie”. Per questo, l’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia ha promosso un’iniziativa comune con altre associazioni, fondazioni e centri studio contro le mafie (le cui adesioni continuano ad arrivare). Di seguito il testo dell’appello che rivolgiamo alla RAI: “La bellezza contro le mafie”, nota trasmissione radiofonica di Radio 1 Rai, da gennaio non andrà più in onda. I tagli, dicono. Si “abbatte”, quindi, un programma serio, che costa pochissimo e che, in soli 4 anni, grazie allo straordinario lavoro di una giornalista sensibile e preparata come Francesca Barra, ha saputo raccontare 2000 storie. Storie di mafia, di vittime innocenti, di giustizia, di speranza, di riscatto. Francesca, con la sua trasmissione, è stata per noi un punto di riferimento impareggiabile. Ha saputo fare informazione e, nel contempo, è stata in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema difficile e complesso. Senza “La bellezza contro le mafie” molte delle storie di uomini e donne uccisi per la propria onestà e il proprio coraggio sarebbero rimaste nell’ombra, tra le quattro mura delle nostre case. Operare questo taglio significa perciò lacerare ancora una volta la memoria delle vittime innocenti e infrangere le speranze dei loro familiari, impegnati quotidianamente a difenderne la dignità e il vissuto. Abbiamo appreso con grande rammarico di questa decisione ma siamo certi che la Rai farà un passo indietro, consentendo a Francesca Barra di andare avanti nel suo esercizio di verità e di diffusione della migliore cultura antimafia. Siamo venuti a conoscenza anche del fatto che il programma non avesse una redazione. Francesca lavorava da sola. Ci auguriamo che l’azienda voglia cogliere al volo pure l’opportunità di far crescere “La bellezza contro le mafie”, incoraggiando l’inserimento di nuovi aspiranti giornalisti, che tanto hanno da dare ad una trasmissione utile e gradevole, al servizio pubblico e all’intero Paese. Hanno firmato: Sonia Alfano Don Luigi Ciotti Angela Napoli Salvatore Borsellino Maria Falcone Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie Movimento Agende Rosse Centro Studi Pio La Torre Giulio Francese Umberto Di Maggio Libera Sicilia Umberto Lucentini (Giornalista) Angelo Meli (Giornalista) Luca Ussia (Dir. editoriale Rizzoli) La redazione di Antimafia Duemila La redazione di Asud'Europa Comitato Ventitré Maggio Centro Studi Paolo Giaccone Cittadinanza per la Magistratura Fondazione Progetto Legalità Associazione Risveglio Ideale Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore Movimento Un'Altra Storia - Carovigno Rete 100 passi Libera Bagnara Calabra Patrizia Donadello (Comitato Sankara XX) Luigi Furitano Maria Carmela Gioffrè Micaela Mazzoni Lorita Tinelli CeSAP - Centro Studi Abusi Psicologici ONLUS Adugi Onlus Cira Di Feo Associazione Terranostra contro le mafie di Agrigento Associazione S.O.L.E. Società Onesta Libera Etica Fabrizio Meli (Presidente e Amministratore Delegato - Nuova Iniziativa Editoriale spa - Editrice l'Unità)
Editride l'Unità  * Le associazioni, le fondazioni e i centri studio che volessero aderire all’iniziativa, possono inviare una mail all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Scritto da Redazione On 20.12.13

Parlamento Europeo, il testo unico contro ...

di Sonia Alfano Mentre in Italia infuria la polemica sulla presidenza della Commissione Parlamentare Antimafia, la plenaria del Parlamento Europeo di Strasburgo ha approvato il testo elaborato dalla Commissione CRIM (sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro), da me presieduta. Un risultato che all’inizio di quest’avventura sembrava lontano, quasi irraggiungibile. Anche per questo ritengo che la risoluzione della CRIM debba essere considerata una pietra miliare dell’attuale legislatura. All’interno di questo complesso e articolato testo, diverse sono le misure – legislative e non – che cambieranno l’approccio dell’Europa ai sistemi criminali: il Parlamento Europeo, con il voto di oggi, ha chiesto che vengano introdotti in tutti gli Stati membri il reato di associazione mafiosa e di voto di scambio che contempli anche vantaggi immateriali (sarebbe un passo avanti anche per la legislazione italiana!); il regime carcerario 41bis; l’abolizione del segreto bancario; l’esclusione da gare d’appalto per aziende condannate con sentenza passata in giudicato per reati di mafia, corruzione, riciclaggio; la confisca dei beni anche in assenza di condanna e il riutilizzo dei patrimoni confiscati a scopi pubblici e sociali. Abbiamo previsto anche misure relative a incandidabilità, ineleggibilità e decadenza da cariche pubbliche e norme per facilitare l’utilizzo di tecniche investigative speciali, specie in alcuni Paesi che risultano fortemente manchevoli in tal senso. Abbiamo concepito, passo dopo passo e con l’aiuto dei massimi esperti, un testo ambizioso e coraggioso: adesso sarà responsabilità della Commissione Europea dare seguito a questo lavoro. Il prossimo Parlamento Europeo, che sarà eletto tra pochi mesi, dovrà certamente impegnarsi quanto più possibile per sostenere e valorizzare il risultato che oggi si è concretizzato con il voto in plenaria. Non potranno essere fatti passi indietro: le mafie e i sistemi criminali coglierebbero eventuali perplessità o tentennamenti come segnali di tolleranza. Oggi, in aula, dopo la votazione, ho preso la parola per dedicare questo lavoro a tutte le vittime innocenti delle mafie e a chi ancora oggi è in prima linea nel contrasto alle organizzazioni criminali. Segnatevi questa data, perché da oggi in poi il 23 ottobre di ogni anno si celebrerà la giornata europea della memoria e dell’impegno per tutte le vittime innocenti delle mafie e della criminalità organizzata.

Scritto da Redazione On 24.10.13

 

Palermo, triangolare di calcio “Memorial ...

tratto da: ilmoderatore.it 

È quasi tutto pronto per il calcio d’inizio del triangolare “Memorial giudici Terranova e Saetta” in programma mercoledì 25 settembre alle ore 10 allo Stadio “Renzo Barbera” di Palermo. Di fronte, in ricordo dei due giudici vittime di attentati mafiosi, le rappresentative dell’Assemblea Regionale Siciliana, dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia e quella della Sezione Sportiva Antimafia. Il “Memorial giudici Terranova e Saetta” è il primo di una serie di eventi organizzati dalla Sezione Sportiva Antimafia Sicilia in collaborazione con l’Associazione “Liberisempre”. Questi i prossimi eventi in programma: 11 ottobre 2013 “Velodromo Borsellino” di Palermo la “Partita della Vita”, (doppio triangolare di calcio realizzato per una raccolta fondi a favore della piccola Giulia Montera); il 20 marzo 2014, ad Avellino, si svolgerà un torneo di calcio dedicato ad Antonio Manganelli; dal 25 marzo al 4 aprile 2014 “Mondiali dell’antirazzismo”, nel corso del quale saranno coinvolti otto consolati esteri. «Il denominatore comune di tutte queste nostre iniziative – riferisce il Prof. Vincenzo Lipari, presidente del Comitato di Palermo della Sezione Sportiva Antimafia – è sicuramente la legalità e l’esigenza di creare una nuova cultura che renda merito al sacrificio delle numerose vittime della mafia e dei loro familiari». A tutta questa serie di iniziative hanno dato piena adesione il presidente dell’associazione “Liberisempre”, Salvatore Insenga, il presidente del CSAIN, Eros Lodato, i presidenti delle circoscrizioni palermitane e tutti gli atleti che prenderanno parte ai tornei.

Scritto da Redazione On 24.09.13

 

Calogero Zucchetto

E’ stato un poliziotto italiano ucciso per mano mafiosa il 14 novembre del 1992 a Palermo. Insieme ad alcuni grandi nomi dell’antimafia della questura di Palermo, tra cui il Commissario Ninni Cassarà, si dedicò alla ricerca di pericolosi latitanti mafiosi nascosti nella città di Palermo ed in particolare nel quartiere di Ciaculli, feudo incontrastato del “papa”, Michele Greco. Calogero Zucchetto perlustrava con il suo mororino, pagando » Leggi tutto

Paolo Borsellino

E' stato un magistrato italiano ed uno dei migliori uomini che la nazione abbia mai conosciuto. Nasce a Palermo il 19 gennaio del 1940 nel quartiere della Magione. I suoi genitori sono due farmacisti con simpatie di destra e con un forte senso della patria. Frequenta il Liceo Classico "Meli" e succesisivamente la facoltà di Giurisprudenza dell'ateneo palermitano. Nel 1959 si iscrive al FUAN, Fronte Unitario di Azione Nazionale, e ben presto viene » Leggi tutto

Beppe Alfano

Giuseppe Aldo Felice Alfano detto Beppe, è stato un giornalista, professore e politico italiano nato ed ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. E' uno degli otto+1 giornalisti uccisi dalla mafia in Sicilia. Più volte definito come un "cane sciolto", Alfano fu un vero e proprio segugio del giornalismo italiano e le sue inchieste, tanto scomode quanto azzeccate e fastidiose per i poteri deviati, lo portarono a perdere » Leggi tutto

Le Nostre Storie

  • Previous
  • Next
  • Stop
  • Play

Le Vostre Mail

Lettera di sdegno

Vorrei esprimere la mia opinione riguardo al recente intervento del “signor” Berlusconi alla fiera del tessile a Milano. Per quel che mi riguarda le parole verso il personaggio le ho finite da un pezzo ma rimango comunque spiacevolmente sorpreso di come il comitato organizzatore della manifestazione non abbia presentato immediatamente un comunicato grande almeno quanto una casa  riguardo alle esternazioni del cosiddetto primo ministro .

Alle parole : «È follia pura che ci siano frammenti (ovvero alcuni magistrati, ndr) di Procura che da Palermo a Milano guardano ancora a fatti del '92, del '93, del '94. Mi fa male che queste persone pagate dal pubblico fanno queste cose per congiurare contro di noi che lavoriamo per il bene del Paese».

 

Sono parole gravissime .

Non dico che mi piacerebbe pensare ma forse mi basterebbe che solo le persone a busta paga del premier e portate li appositamente abbiano applaudito (la cosiddetta claque ).

 

Analizzo la frase nei diversi contenuti

“congiurare contro di noi”

» Leggi tutto 

I Familiari Scrivono

Parlamento Europeo, il testo unico contro le mafie in Europa è realtà

di Sonia Alfano Mentre in Italia infuria la polemica sulla presidenza della Commissione Parlamentare Antimafia, la plenaria del Parlamento Europeo di Strasburgo ha approvato il testo elaborato dalla Commissione CRIM (sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro), da me presieduta. Un risultato che all’inizio di quest’avventura sembrava lontano, quasi irraggiungibile. Anche per questo ritengo che la risoluzione della CRIM debba essere considerata una pietra miliare dell’attuale legislatura. All’interno di questo complesso e articolato testo, diverse sono le misure – legislative e non – che cambieranno l’approccio dell’Europa ai sistemi criminali: il Parlamento Europeo, con il voto di oggi, ha chiesto che vengano introdotti in tutti gli Stati membri il reato di associazione mafiosa e di voto di scambio che contempli anche vantaggi immateriali (sarebbe un passo avanti anche per la legislazione italiana!); il regime carcerario 41bis; l’abolizione del segreto bancario; l’esclusione da gare d’appalto per aziende condannate con sentenza passata » Leggi tutto 

Appuntamenti

Nessun evento

Newsletter

Iscriviti alla newsletter