Presentazione di "La zona d'ombra"
Camera dei Deputati 7 giugno 2011
Date e nomi da non dimenticare
28 gennaio 1946 - Vincenzo Amenduni, Fiorentino Bonfiglio, Mario Boscone, Emanuele Greco, Giovanni La Brocca, Vittorio Levico, Pietro Loria, Mario Spampinato
……………..dopo la seconda guerra mondiale, la Sicilia era caratterizzata da fenomeni criminali diffusi noti con il nome di “Banditismo”. Storici locali, con particolare riguardo Giacomo Tulumello ed il giornalista del “La Sicilia” Giuseppe Gennaro parlarono dell’eccidio riuscendo, nonostante le scarse informazioni esistenti al riguardo, a fornire utili e dettagliati particolari che oggi consentono di ricostruire ciò che accadde in questa area geografica siciliana.
In particolare il brigadiere Vincenzo Amenduni, i carabinieri Vittorio Levio, Emanuele Greco, Pietro Loria e Mario Boscone, tutti appartenenti alla caserma “Feudo Nobile” della Compagnia di Gela, durante un servizio di pattuglia del territorio, in zona Convissuto, furono assaliti da un gruppo di banditi ben armati facenti capo a consorterie criminali operanti nel niscemese i quali, riusciti a bloccare e sequestrare i militari, operavano un assalto anche alla caserma di Feudo Nobile riuscendo, dopo un cruento conflitto a fuoco, a sopraffare i carabinieri Mario Spampinato, » Leggi tutto
Comunicati
MAFIA, SONIA ALFANO: “ASPETTIAMO GIUSTIZIA PER IGNAZIO ALOISI”
PALERMO, 26 GEN. - “Sono passati 21 anni da quel giorno in cui Ignazio Aloisi, mentre tornava a casa una domenica pomeriggio insieme a Donatella, sua figlia quattordicenne, veniva freddato con due colpi di pistola (un terzo proiettile lo mancava). Oggi Donatella e la sua famiglia stanno ancora aspettando giustizia. Ignazio Aloisi non è mai stato riconosciuto quale vittima innocente della mafia. Il suo sacrificio, per lo Stato italiano, è ancora oggi uno dei tanti. Invece si tratta di assassinio mafioso compiuto in una terra di omertà nella quale Aloisi si era distinto per il suo coraggio e il suo amore per la verità e la giustizia. Relegarlo all’oblio significherebbe negare tutto questo”.
Lo ha il Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, Sonia Alfano, ricordando l’anniversario dell’omicidio della guardia giurata Ignazio Aloisi, avvenuto il 27 gennaio del 1991 nei pressi dello stadio “Celeste” di Messina. Aloisi fu eliminato per aver testimoniato al processo su una rapina al portavalori sul quale prestava servizio. Il » Leggi tutto
Articoli
Processo al corvo barcellonese
di Fabio Repici
La settimana scorsa la notizia mi la lasciato disorientato. Nell’apprendere che i pubblici ministeri di Reggio Calabria hanno individuato nel Procuratore generale di Messina, Antonio Franco Cassata, il responsabile del dossier anonimo con cui si era tentato per l’ennesima volta di infangare Adolfo Parmaliana, a quasi un anno dalla sua morte, mi sono scorsi rapidamente davanti agli occhi i fatti degli ultimi tre anni, con un senso di amarezza insopportabile.
Più di tre anni. Era il mese di agosto 2008 quando » Leggi tutto
Beppe Alfano e i suoi falsi amici
Scritto da Redazione On 09.01.12
Le Vostre Mail
NO AL PROCESSO BREVE - Familiari Vittime Casa dello Studente
di Familiari Vittime Casa dello Studente
Chiediamo alle cittadine e ai cittadini italiani di opporsi al DL sul processo breve, già' passato al Senato il 20 Gennaio, che vanificherebbe il diritto alla chiarezza e alla giustizia , un diritto che ci riguarda tutti. Quel provvedimento “rischia di mettere in ginocchio la già' disastrata macchina giudiziaria” ha detto il presidente dell' ANM Luca Palamara nel corso di un' intervista a Skytg24. E non solo. Esso “non da' giustizia alle vittime dei reati e garantisce l'impunita' a chi ha commesso fatti delittuosi”. Se venisse approvata questa norma molti processi verrebbero falcidiati. Cosi' accadrebbe non solo per i processi in corso che riguardano il presidente del Consiglio (Mills, compravendita dei diritti TV ecc...) ma, ed e' molto più' grave, per decine di migliaia di procedimenti, i crack di Parmalat e Cirio, la scalata ala Banca Antonveneta e BNL, le morti bianche alla Thyssen, i morti per l'amianto, le vittime della clinica Santa Rita a Milano. E poi reati contabili e societari. Stessa sorte per » Leggi tutto
I Familiari Scrivono
Il 17 marzo a Napoli, 150 proposte per l’Italia
di Sonia Alfano
Il 17 marzo celebreremo il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Lo faremo a Napoli, perla del Sud, la Napoli delle “4 giornate”, la città resistente, figlia e madre di un popolo speciale e unico che per troppo tempo è rimasto schiacciato dal potere politico-mafioso e che ora vuole rialzare la testa.
“150 proposte per l’Italia” è il titolo della nostra giornata, ed è il modo in cui intendiamo rilanciare la nostra nazione nel giorno dell’Unità: è la nostra cura per una madre bellissima che un gruppo di ciarlatani vuole considerare in fin di vita. Un evento cui hanno già aderito nomi e realtà importanti del mondo associativo e dei movimenti, del pianeta culturale e musicale. Un comitato organizzativo di valore che per la prima volta fa fronte comune: ne fanno parte l’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia e l’Unione dei familiari delle vittime per stragi (che unisce i familiari delle vittime della strage di Bologna, della strage di piazza Fontana, di piazza Della Loggia, » Leggi tutto
Appuntamenti
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E' stato un magistrato italiano ed uno dei migliori uomini che la nazione abbia mai conosciuto. Nasce a Palermo il 19 gennaio del 1940 nel quartiere della Magione. I suoi genitori sono due farmacisti con simpatie di destra e con un forte senso della patria. Frequenta il Liceo Classico "Meli" e succesisivamente la facoltà di Giurisprudenza dell'ateneo palermitano. Nel 1959 si iscrive al FUAN, Fronte Unitario di Azione Nazionale, e ben presto viene
Il 2 ottobre 2008 si ammazza in Sicilia Adolfo Parmaliana, cinquantenne professore di chimica industriale all’università di Messina, considerato uno dei massimi esperti internazionali nella ricerca delle nuove fonti di energia rinnovabile. All’impegno accademico Parmaliana ha unito per trent’anni un accanito impegno civile. Iscritto giovanissimo al Pci, ha difeso le ragioni della legalità, della correttezza, del
Graziella Campagna aveva diciassette anni quando fu ammazzata a Forte Campone, una collina sopra Messina. Era nata il 3 luglio del 1968 e faceva la stiratrice nella lavanderia la “Regina”, a Villafranca Tirrena. Guadagnava 150mila lire al mese, al nero, e così aiutava la famiglia: padre, madre e 7 fra fratelli e sorelle. La sera del 12 dicembre del 1985, intorno alle 20, mentre aspettava l’autobus che l’avrebbe riportata a casa, a Saponara, fu caricata sopra 


